Stipendi più rimborsi E ai consiglieri vanno 12mila euro al mese

In quattro mesi l’ente regionale ha tirato fuori 1,6milioni mentre in commissione giace da mesi la proposta sui tagli
PESCARA. Primo il governatore Luciano D’’Alfonso, secondo il presidente del consiglio regionale GiuseppeDi Pangrazio, terzo il vice Lucrezio Paolini; a seguire gli assessori Silvio Paolucci, Marinella Sclocco e Dino Pepe. Ciò che può sembrare un ordine di arrivo di una gara ciciclistica, è in realtà la classifica dei compensi dei nostri politici in consiglio regionale. Componenti di giunta e consiglieri, presidenti delle svariate commissioni, capigruppo: nella tabella che pubblichiamo accanto ce n’è per tutti i gusti. Quello che balza agli occhi è il conto finale dei primi quattro mesi del 2015 dei quali sono stati diffusi i dati direttamente dal consiglio regionale: 1,6 milioni di euro, a tanto ammontano finora i costi della politica.
Lo stipendio si compone di una quota fissa, di una indennità di funzione, di gettoni forfettari per le attività svolte e di un rimborso chilometrico forfettario che varia a seconda della distanza tra il luogo di residenza del consigliere e la sede istituzionale del Consiglio. Lo stipendio si compone di una quota fissa, di una indennità di funzione, di gettoni forfettari per le attività svolte e di un rimborso chilometrico forfettario che varia a seconda della distanza tra il luogo di residenza del consigliere e la sede istituzionale del Consiglio. A questa cifra va aggiunta a fine mandato una indennità equivalente a una mensilità moltiplicata per gli anni di permanenza in Consiglio. Ci sono poi i rimborsi spese per le missioni ai i componenti di giunta ed il governatore avevano decido di rinunciare mantenendo tuttavia i rimborsi da consiglieri.
Guardando le varie componenti dello stipendio dei nostri politici c’è da pensare che i tagli adoperati finora non sono stati sufficienti. Il “vitello” è ancora grasso: anche perché in 35 anni di attività l’ente Regione ha accumulato tanti di quei privilegi che un semplice lavoro di forbici non basta.
Basta capire se esiste la volontà di farlo. Perché, ad esempio, da mesi la commissione Bilancio non riesce a discutere della proposta di legge del Movimento Cinque Stelle sui tagli ai costi della politica malgrado il parere positivo degli uffici e dei dirigenti sentiti in commissione. Perché? Troppe e ripetute assenze. Ma adesso in Commissione dovrebbe arrivare D’Alfonso... (cr.re.)

