«Stop al riordino ospedaliero per i comuni del cratere»

7 Marzo 2017

PESCARA. Questa sera alle 18 scadono alla Camera i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto terremoto. Tra quelli già presentati dai parlamenti abruzzesi ce n’è uno firmato da...

PESCARA. Questa sera alle 18 scadono alla Camera i termini per la presentazione degli emendamenti al decreto terremoto. Tra quelli già presentati dai parlamenti abruzzesi ce n’è uno firmato da Antonio Castricone (Pd) e cofirmato da Maria Amato (Pd) e Paolo Tancredi (Ncd) che tocca la riorganizzazione ospedaliera.

Onorevole Castricone di cosa si tratta?

«Il mio emendamento prevede la sospensione per 36 mesi degli effetti del decreto ministeriale 70 del ministro Lorenzin sulla riorganizzazione degli ospedali. La sospensione è per i comuni del cratere L’Aquila 2009 e del cratere 2016. L’emendamento, se fosse approvato, permetterebbe alla Regione di lavorare con più calma alla riorganizzazione e fermare gli effetti di alcune scelte che si stanno facendo in questi mesi. È necessario però che ci sia un impegno chiaro a favore espresso dal governo regionale. Quindi dal governatore Luciano D’Alfonso e dall’assessore alla sanità Silvio Paolucci».

Il Dm 70 è però un cardine del nuovo piano sanitario regionale. Lei li ha sentiti?

«Con D’Alfonso e Paolucci ho già parlato e da parte loro ho riscontrato attenzione al problema. Conto poi di incontrarmi nel fine settimana con il ministro Lorenzin. È chiaro che se c’è il benestare del governo regionale l’emendamento può trovare maggiori favori ed essere successivamente approvato. Io credo che così come si è pensato, sulla base delle vicende del terremoto, che fosse giusto mantenere i quattro piccoli tribunali, anche le strutture ospedaliere al servizio di comunità in condizioni di precarietà, debbano continuare a svolgere il loro lavoro nell’assoluta pienezza delle funzioni».

Lei era però già contrario al riordino ospedaliero già prima del terremoto. In particolare per quanto riguarda Popoli.

«Io mi sono sempre espresso contro il ridimensionamento dell’ospedale di Popoli. La Asl di Pescara è la più penalizzata dal riordino in virtù della forte presenza del privato. Ma io credo che il privato non vada calcolato solo per Pescara, perché la funzione che svolge è regionale».