Studenti tartassati all’Aquila, salvi a Chieti
Anche gli inquilini devono fare i conti con la Tasi. Anche in questo caso, la scelta di quanto far pagare era affidata ai Comuni, che potevano prevedere percentuali diverse a carico di proprietario...
Anche gli inquilini devono fare i conti con la Tasi. Anche in questo caso, la scelta di quanto far pagare era affidata ai Comuni, che potevano prevedere percentuali diverse a carico di proprietario ed affittuario, stabilendo per quest’ultimo una quota dal 10 al 30%.
Molti comuni hanno approvato la percentuale massima possibile a carico degli inquilini, cioè il 30 per cento lasciando il restante 70 in capo al proprietario. Tra questi anche quello dell'Aquila, città in cui, nonostante le difficoltà immobiliari del terremoto, sono numerose le seconde case date in affitto agli studenti.
Studenti che quest’anno sono tornati a pagare le tasse dopo i cinque anni di moratoria post sisma, che fanno i conti con il caro affitti e che ora si trovano anche a pagar salato la tassa sui servizi indivisibili. La protesta è arrivata puntuale, sostenuta dall’associazione studentesca Udu. Il consiglio comunale ha giustificato la scelta come un atto di sensibilità nei confronti dei proprietari di casa che così, inoltre, saranno ancor più incentivati a stipulare regolari contratti di affitto.
«La scelta però – aveva fatto notare l'Udu – non tiene conto che sull'altro piatto della bilancia ci sono gli affittuari, tra i quali gli studenti che vedranno gravare la tassa sulle loro spalle come se non bastassero i costi di affitto già alti a causa di un mercato fuori controllo. A farne i conti però non saranno solo gli universitari, ma tutti gli inquilini. In una città come L’Aquila, dove ancora migliaia di famiglie forzatamente alloggiano nei piani Case, nei Map, nelle case del Fondo Immobiliare e in affitto concordato, fissare l’aliquota sugli inquilini al massimo possibile significa colpire la parte più debole della città. Una scelta certamente lontana dalla cultura di sinistra».
E nelle altre città che sono sede universitaria? A Chieti e a Pescara, gli inquilini non pagano perché sulle case in cui abitano i rispettivi Comuni hanno deciso di riscuotere esclusivamente l’Imu; a Teramo la quota che viene chiesta all’inquilino è pari al 30%, ma la Tasi non è dovuta per gli appartamenti affittati a canone concordato. (pa.to.)

