Tancredi: si tratta sul numero delle rate e sugli enti locali

2 Novembre 2016

ROMA. Modifiche in vista per la rottamazione delle cartelle, una delle misure più attese del decreto fiscale: la possibilità agevolata di chiudere i conti col fisco, infatti, è al centro degli...

ROMA. Modifiche in vista per la rottamazione delle cartelle, una delle misure più attese del decreto fiscale: la possibilità agevolata di chiudere i conti col fisco, infatti, è al centro degli approfondimenti delle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, che da oggi inizieranno le audizioni sul provvedimento fiscale. Il capitolo più corposo resta la “dote” in arrivo dal decreto fiscale, 4,26 miliardi suddivisi tra recupero dell'evasione grazie alla stretta sulle comunicazioni Iva (2,26 miliardi) e altri due miliardi dall'operazione sulle cartelle esattoriali. Proprio la necessità di assicurare gettito per il prossimo anno è tra i “freni” a un aumento del tempo per la rateazione per chi aderirà alla rottamazione: il decreto ora prevede infatti che l'importo dovuto, eliminate sanzioni e mora, vada versato al massimo in quattro rate da saldare non oltre il 15 marzo 2018. Una tempistica immaginata proprio per dare certezza agli incassi. Ma, spiega Paolo Tancredi, uno dei due relatori del decreto, si tratta di «una scadenza un po’ troppo ravvicinata», visto anche che l'obiettivo della norma, oltre al gettito, è quella di consentire ai molti messi a terra dalla crisi «di mettersi in bonis e riprendere ad investire o lanciare nuove iniziative imprenditoriali». Sul fronte delle cartelle altri due nodi sono quelli dei Comuni che non si avvalgono di Equitalia (per cui la norma andrà affinata) e quella dei dipendenti di Equitalia.