Tercas-Caripe, presidenza a Brancadoro

È docente dell’ateneo teramano, già commissario di Alitalia e Popolare di Spoleto. Il nuovo Ad sarà Gianluca Jacobini
TERAMO. La nuova era di Tercas e Caripe, quella targata Banca Popolare, è iniziata ieri con un nome che al grande pubblico forse dice poco, ma che è stato protagonista di alcune importanti vicende finanziarie degli ultimi anni. Il nuovo presidente delle due banche è Gianluca Brancadoro, avvocato e docente di diritto commerciale all’università di Teramo. Ed è forse questo l’unico legame rimasto fra le due casse di risparmio e il territorio abruzzese: un docente dell’ateneo teramano alla guida di quella che una volta era la banca dei teramani. Per il resto i due consigli di amministrazione – che per ora resteranno distinti, pur avendo un unico presidente – saranno composti da dirigenti della Popolare di Bari insieme a professionisti di fiducia dell’istituto pugliese.
I loro nomi non sono ancora stati resi noti ufficialmente: al termine delle assemblee delle due banche che si sono svolte ieri per rinnovare gli organi sociali – mettendo così la parola fine alla lunghissima fase commissariale iniziata (per la Tercas) nell’aprile 2012 – la Popolare di Bari ha diffuso una nota in cui si fa solo il nome del presidente. Non si fa accenno alla figura del nuovo amministratore delegato, che sarà l’attuale vice direttore generale della BpB Gianluca Jacobini, figlio del presidente dell’istituto di credito pugliese Marco Jacobini, né al nuovo direttore generale delle due banche abruzzesi, Nicola Loperfido, attuale consigliere di amministrazione di una società del gruppo bancario barese, la Popolare di Bari Corporate Finance. Nomi che non hanno ancora il crisma dell’ufficialità ma che sono ormai certi.
Gianluca Brancadoro, napoletano di 58 anni da poco compiuti, titolare di un importante studio legale con sedi a Roma e a Milano, prima di diventare nel 2002 professore associato di diritto commerciale all’università di Teramo è stato docente di diritto fallimentare all’università dell’Aquila. Nell’ateneo teramano è anche direttore del master di 1° livello in Diritto d’impresa e professioni economico-contabili. Ma a parte gli incarichi accademici – accompagnati da numerose pubblicazioni – Brancadoro ha legato il suo nome a vicende finanziarie di rilevanza nazionale. E’ stato componente della terna dei commissari di Alitalia, nominato dal governo Berlusconi, quando, respinta la proposta di Air France, si decise di costituire una bad company che si accollava i debiti della compagnia di bandiera mentre il rilancio veniva affidato alla cordata di Colaninno e soci. Nel gennaio del 2001 è stato nominato commmissario liquidatore della Egp, la società finanziaria di Gianfranco Lande, noto come il Madoff dei Parioli, e da ultimo è stato commissario straordinario della Banca Popolare di Spoleto, la cui vicenda ricorda abbastanza da vicino il crac della Tercas. Tra l’altro, per un certo periodo c’era stato l’interesse della Popolare di Bari verso l’istituto di credito spoletino, ma poi la dirigenza della Bpb decise di mirare alla Tercas-Caripe, operazione che si è formalmente conclusa con le assemblee di ieri.
Un curriculum davvero importante che fa di Brancadoro un presidente con tutte le carte in regola per rilanciare le due casse abruzzesi, anche se l’impressione è che il vero uomo forte sarà Gianluca Jacobini. Del resto la figura dell’amministratore delegato è inedita per la Tercas, e questo fa pensare che le redini non solo operative delle due banche saranno tenute saldamente in mano dal duo Jacobini-Loperfido. L’attuale direttore generale Dario Pilla affiancherà i nuovi dirigenti fino al 31 ottobre; dopo di che dovrebbe lasciare la banca, ma questo si saprà con certezza più avanti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

