Tercas e Caripe, gran pulizia prima della fusione con Pop Bari

28 Aprile 2016

Maxi-cartolarizzazione di mutui immobiliari e prestiti a pmi: 11mila e 336 crediti, valore un miliardo Il risultato ante imposte negativo per 75 milioni, mitigato nel consuntivo netto da benefici fiscali

TERAMO. E’ tutt’altro che esaltante il bilancio 2015 delle due banche abruzzesi (un tempo floride Casse di risparmio) che stanno per essere incorporate nella Popolare di Bari: i conti di Tercas e Caripe sono stati svelati proprio dalla pubblicazione del consolidato dell’istituto pugliese, dopo l’assemblea dei soci che si è tenuta domenica scorsa. I risultati finali risentono di un’energica operazione di pulizia, mirata a liberarsi dei crediti “difficili” rimasti a Teramo e Pescara dopo un primo intervento operato durante il commissariamento Vediamo il dettaglio.

BANCA TERCAS. Il 2015 è stato un anno difficile sul fronte della raccolta, per il disorientamento avvertito tra molti clienti-depositanti dopo i crac bancari che hanno coinvolto anche la vicina Carichieti: la raccolta diretta è diminuita del 10,4% a 2,17 miliardi, anche per la restituzione di un prestito in obbligazioni subordinate per 54 milioni. L’operazione più importante dell’anno, come si diceva, è stata la cartolarizzazione di 6mila e 665 mutui ipotecari concessi per l’acquisto di immobili, per complessivi 450 milioni e di 4.671 finanziamenti accordati a piccole e medie imprese, per complessivi 547 milioni. Un terzo di questi crediti difficili venivano dalla Caripe: viste le dimensioni delle due banche, si tratta di un’operazione molto consistente, che non poteva non gravare sul risultato finale. E infatti il bilancio 2015 di Tercas chiude con un risultato ante imposte in perdita per 46,5 milioni, mentre il risultato netto finale è in utile per 10 milioni di euro, grazie ai benefici fiscali derivanti dalla riformulazione dell’intervento con il quale il sistema bancario partecipò al salvataggio della banca teramana, il 30 settembre del 2014. A fine 2015 la banca aveva 708 dipendenti, distribuiti tra 97 filiali: in un anno l’organico si è ridotto di 30 unità, un dimagrimento destinato a continuare con la fusione nella capogruppo di Bari per le inevitabili sovrapposizioni.

BANCA CARIPE. Anche a Pescara la raccolta diretta ha risentito del difficile momento del sistema bancario e delle nubi che si erano addensate in un recente passato su Caripe: la raccolta diretta è calata del 12,4%, scendendo a un miliardo. Ovviamente le rettifiche sui crediti, dovuti anche alla maxi-cartolarizzazione, hanno pesato sul conto economico, per la precisione per 17,2 milioni. Il risultato finale ante-imposte è negativo per 29,3 milioni, anche qui mitigato dall’effetto fiscale, che porta il rosso a 20,4 milioni. Quanto all’organico, è sceso di 15 unità a quota 318, distribuito su 48 filiali.

A questo punto manca solo l’atto finale: le assemblee che in estate sanciranno la fine di Tercas e Caripe come banche autonome.