Torna il sereno in Abruzzo ma scatta l'allerta valanghe

10 Febbraio 2015

Allarme Protezione Civile almeno fino al week and. La neve invade le strade a Roccaraso: problemi per i turisti

PESCARA. Condizione di "forte" pericolo valanghe su tutto l'Appenninno Abruzzese, almeno fino al week end. Lo rendono noto la Protezione civile regionale ed il Corpo Forestale dello Stato aggiungendo, quindi, che le escursioni al di fuori delle aree controllate dai gestori dei bacini sciistici regionali, possono risultare pericolose senza un'attenta valutazione delle caratteristiche dei percorsi o senza l'ausilio di personale qualificato come le guide alpine. «In caso di valanga l'intervento tempestivo - scrive in una nota la Protezione Civile regionale - è il fattore determinante per il successo di un salvataggio. Per questo motivo è importante informarsi sulle tecniche di autosoccorso e partecipare alle attività di formazione ed informazione organizzate periodicamente sul territorio regionale».

«Impianti di risalita regolarmente aperti alle 8 e strade chiuse o impercorribili per l'inefficienza di Comune e Provincia». È la protesta di Federturismo per i disagi segnalati da turisti che tentavano di raggiungere, a Roccaraso, le piste da sci dell'Aremogna e di Pizzalto. Le due strade d'accesso, una comunale e l'altra provinciale, non erano percorribili: la prima, chiusa per neve, è stata riaperta verso le 10.30; sulla seconda, invasa da cumuli irregolari di neve, si sono creati ingorghi poiché non era possibile il regolare deflusso dei veicoli in entrambi i sensi.

«Stiamo operando con un terzo dei mezzi e del personale - fa notare la vice presidente della Provincia dell'Aquila, Antonella Di Nino - Non abbiamo potuto fare assunzioni stagionali né ricorrere alle ditte esterne, attualmente insufficienti. Si continua a lavorare in situazione di precarietà senza personale e senza mezzi. Se ci sono responsabilità stanno a monte, perché le criticità sono figlie di una non riforma delle Province che non ha colpito i politici, ma i servizi e dunque i cittadini».