«Torniamo a fare i fuochi per onorare le nostre vittime»

CANISTRO. Tornano a colorare il cielo i fuochi d’artificio della pirotecnica Paolelli di Tagliacozzo. Armando Paolelli, figlio di Sergio, storico titolare della società, è diventato punto di...
CANISTRO. Tornano a colorare il cielo i fuochi d’artificio della pirotecnica Paolelli di Tagliacozzo. Armando Paolelli, figlio di Sergio, storico titolare della società, è diventato punto di riferimento per suo padre e sua sorella e con grande forza morale ha deciso di andare avanti. «Mio fratello Armando mi sta dando la forza», spiega Sabrina Paolelli, che non trattiene le lacrime, «continueremo a portare avanti la tradizione di famiglia per onorare quanto fatto per la nostra azienda anche dalle tre persone che hanno perso la vita».
Sono passate poco più di due settimane dalla devastante esplosione delle casematte di San Donato, in cui sono morti l’altro figlio di Sergio Paolelli, Valerio che aveva 37 anni, Antonello D'Ambrosio, 33 e Antonio Morsani, 47. Ma la storia centenaria che vanta la pirotecnica Paolelli non si ferma. Come è tornato a fare fuochi d’artificio nei cieli d’Abruzzo, Giordano Di Giacomo, 24 anni, sopravvissuto un anno fa all’esplosione a Città Sant’Angelo, in cui hanno perso la vita in cinque, anche Armando Paolelli ha scelto di “onorare” il contratto sottoscritto con il Comitato feste patronali di Canistro, Comune della Valle Roveto. «Avevamo deciso di non fare fuochi in occasione della festa di Sant’Anna, in segno di lutto e rispetto», spiega il presidente del comitato Antonello Moscatelli, «poi è arrivata inaspettata la telefonata di Armando...».
E’ stato così che la confraternita, composta tra gli altri da Luca e Maurizio Bisegna, Gabriella Antonini, Rofolfo e Danilo De Michele e Giuseppe Palermini, insieme al priore Antonio De Michele, ha deciso di realizzare una targa ricordo, da consegnare alla famiglia Paolelli, in segno di ringraziamento. A ritirare la targa, a conclusione di una messa celebrata da don Andres Arias, sono arrivati a Canistro, Sergio Paolelli e sua figlia Sabrina. «Auguriamo alla famiglia Paolelli di ritornare con il tempo», commenta il sindaco Antonio Di Paolo, «ai fasti e alla forza che li ha sempre contraddistinti nel loro lavoro».
Magda Tirabassi
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