Toto insiste: pronti 300 milioni per Bussi

La Holding scrive al sindaco: progetto di bonifica e reindustrializzazione, obiettivo 350 posti di lavoro
PESCARA. L’obiettivo resta sempre lo stesso: «Un progetto complessivo di bonifica e reindustrializzazione del Sin (Sito di interesse nazionale, ndr) di Bussi». Che la Toto Holding Spa è decisa a portare avanti. E per il quale la società per azioni pescarese, con una raccomandata spedita lo scorso 27 marzo al sindaco di Bussi Salvatore Lagatta, ha chiesto di «organizzare un primo incontro», oltre che con l’amministrazione municipale, anche con «la Regione Abruzzo e gli eventuali ulteriori soggetti» per poter approfondire «se vi siano le condizioni e l’interesse per addivenire alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa, finalizzato ad un successivo accordo di programma». Con il coinvolgimento, quindi, anche dei ministeri competenti.
Toto Holding, che ha presentato due ricorsi al Tar (il primo respinto, il secondo pendente) contro il bando per la bonifica del Sin di Bussi, ha ribadito «il proprio interesse» alla «realizzazione di uno stabilimento di ultimissima generazione per la produzione di cemento, con annesso sito estrattivo e impianto di lavorazione degli inerti, di uno stabilimento per la fabbricazione di grandi manufatti prefabbricati in cemento armato ordinario e precompresso, nonché di un’officina per la manutenzione di materiale rotabile». Un progetto, scrive la spa, che vale 300 milioni di euro di investimenti e 300-350 nuovi posti di lavoro. E dalle «positive ricadute» sul tessuto «economico e ambientale» del territorio.
Ma qual è la posizione al riguardo del comune di Bussi? «Un emissario di Toto ha parlato con me, sono stati fatti diversi incontri e mi ha presentato un progetto che avevano già presentato in passato», ha spiegato ad AbruzzoWeb il sindaco Lagatta. Che ha aggiunto di aver esortato la Toto Holding a dare segnali «partendo dagli investimenti fattibili», dicendosi favorevole all’apertura del cementificio ma contrario alla realizzazione della cava. Sulla quale, ha dichiarato Lagatta al quotidiano online, «c’è un parere della commissione Via della Regione che dice che non si può realizzare».
C'è poi anche un altro problema: i 9 ettari di superficie oggetto della bonifica non sarebbero sufficienti ad ospitare un impianto per la produzione di cemento. «Si dovrebbe individuare un altro terreno - ha concluso Lagatta sulle pagine di AbruzzoWeb -. Todisco potrebbe mettere a disposizione parte della sua area, visto che ne sta occupando meno di quella che ha acquisito, ma è un discorso che Toto deve intraprendere con Todisco».

