«Troppi ubriachi al Vinitaly, se non cambia addio Verona»

1 Aprile 2015

PESCARA. A dar fuoco alle polveri ha pensato Alfonso Cevola, un blogger piuttosto noto nel mondo del vino. Ma l’attacco più pesante è venuto da Sandro Bottega, produttore della famosa grappa che...

PESCARA. A dar fuoco alle polveri ha pensato Alfonso Cevola, un blogger piuttosto noto nel mondo del vino. Ma l’attacco più pesante è venuto da Sandro Bottega, produttore della famosa grappa che porta il nome della sua famiglia, trevigiana di Bibano di Godega. Il problema è il numero di visitatori alticci che affollano gli stand del Vinitaly, la grande rassegna enologica che si è chiusa la settimana scorsa a Verona. In teoria la fiera dovrebbe essere dedicata soprattutto agli operatori, ma in realtà l’ingresso è aperto a tutti coloro che si sobbarcano il pagamento di un prezzo del biglietto decisamente salato. A fronte del quale gli ’intrusi’ non si risparmiano neppure un assaggio tra i mille e più vini che sono offerti in degustazione tra gli stand. «Ho visto in giro troppe bande di nullafacenti alticci», ha lamentato Bottega, minacciando in futuro di disertare Verona, a vantaggio di altre fiere internazionali come il ProWein di Dusseldorf. Il Vinitaly, per bocca del direttore Giovanni Mantovani, promette che correrà ai ripari per l’edizione 2016, quella del cinquantenario.