Ultima calata, c’è il fermo pesca e al mercato scattano gli aumenti

Le barche più grandi costrette allo stop per 40 giorni, quelle piccole assicureranno il prodotto locale di minor pezzatura. Le forniture arriveranno da Ionio e Tirreno: minore assortimento e prezzi più alti
PESCARA. L’ultima “calata” delle reti c’è stata giovedì. Ieri i pescherecci più grandi erano fermi in porto. Per loro scatta da domani, e per 40 giorni, il fermo biologico per consentire il ripopolamento della fauna ittica nel medio Adriatico. L’Abruzzo rientra nella seconda fascia da Pesaro e Bari, pertanto a tavola, fino al 27 settembre, ci si dovrà accontentare di ciò che procurerà la piccola pesca e di ciò che arriverà da altri regioni (e dall’estero) dove il fermo biologico scatterà più tardi.
Il mercato del pesce avrà minore assortimento, fatte salve le specie nostrane più piccole tipiche del brodetto.
Sarà più difficile reperire pesci come merluzzi, scampi, triglie e calamari; potranno essere invece gustate sogliole e panocchie provenienti direttamente dalle acque abruzzesi. Ma in particolare tutti prevedono un aumento dei prezzi, in alcuni casi anche del triplo.
«Da noi», fa sapere, ad esempio, dal banco centrale del mercato ittico di Pescara Tonino Collini, «i prezzi potranno oscillare verso l’alto, come ad esempio il pesce azzurro, che può passare da 5 a 8-9 euro al chilo, il merluzzo, che passerebbe da 10 a 18 euro, gli scampi da 10 a 30 euro, gli scampetti da 10 a 15 e poi la sogliola, da 20 a 30 euro al chilo». Prezzi indicativi, ma che danno un’idea sul trend delle prossime settimane nel mercato ittico che comunque continuerà ad operare regolarmente. «L’assortimento sarà minore», aggiunge, poco più in là, Giacomo Pennese, dal suo bancone, «merluzzi, frittura di paranza, gamberetti, scampetti si continueranno a trovare. Ma meno di adesso. La piccola pesca invece dovrebbe garantire le triglie».
Un fermo pesca, quello che scatta domani, tra l’altro «opportuno», come osserva Gabriele Romano, il quale gestisce un punto vendita in un supermercato Tigre: «È meglio fermarsi perché con il caldo di questo periodo i pesci sono sofferenti».
Ad Ortona, spiega il presidente della Federcoopesca Abruzzo, Franco Ricci, in genere in questi periodi le pescherie si fermano poiché la maggior parte del prodotto è locale, e hanno quindi difficoltà a rifornirsi diversamente. «Ma c'è anche chi continua la propria attività perché ha un canale di approvvigionamento diverso, che può essere quello tirrenico o estero», aggiunge il presidente Federcoopesca, «ormai il commercio è in grado di soddisfare le richieste anche nel giro di un giorno. Ad esempio dalla Danimarca arrivano in aereo gli scampi, altra merce proviene dalla Croazia, ma in generale giunge da tutto il mondo». Se si vorrà avere del pescato di giornata bisognerà fare qualche sacrificio in più rispetto al solito ed accontentarsi di una non estesa varietà. Di sicuro nei prossimi 43 giorni si potranno trovare triglie, scorfani, canocchie, sogliole. «Ci sono le barche della piccola pesca», ricorda Ricci, «che non sono soggette al fermo. I titolari delle pescherie possono comprare anche da loro. Ma non solo, i cittadini che hanno intenzione di acquistare pesce freschissimo potranno far riferimento ad altre opzioni. Ad Ortona basterà recarsi al molo Mandracchio nelle prime ore del mattino, entro le 8-8,30, per trovare prodotto locale di prima qualità. Certo, non ci sarà grande assortimento, ma ce ne sarà abbastanza per preparare ottimi piatti» aggiunge Ricci. E i prezzi? «Ci sarà un'impennata», ribadisce Ricci, «parliamo di percentuali nell'ordine del 30-40%»
La maggior parte dei pescatori è favorevole all'istituzione dello stop all'attività in questo periodo dell'anno. «Il periodo è quello giusto, perché attualmente il pesce rimasto in mare è poco, così ci sarà tempo per agevolare la riproduzione»,commenta Walter Squeo, responsabile regionale della Federpesca e rappresentante del Cogevo di Giulianova secondo cui «il pesce fresco ci sarà comunque e arriverà dal compartimento di Trieste e dal Tirreno». Ci sono altri pescatori che invece giudicano troppo tardiva l'istituzione del fermo, in quanto nelle ultime due settimane sarebbe stato ucciso troppo novellame, ad esempio triglie, non ancora sufficientemente sviluppati per essere pescati.
Anche a Giulianova tra le aziende specializzate nella vendita del pesce all'ingrosso, c'è chi chiuderà i battenti in occasione del fermo e chi si approvvigionerà direttamente dal Tirreno, o dall’estero con eventuali rincari sui prezzi.
Per questo Impresapesca, della Coldiretti, consiglia di verificare sul bancone l'etichetta, che per legge deve prevedere l'area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Ionio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).
Tutt'altro discorso per le vongole: il fermo volontario, avviato a luglio dalla marineria teramana, continuerà molto probabilmente fino ad ottobre.
(hanno collaborato
Vito De Luca, Sandro Petrongolo, Alfredo Sitti)
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