la morsa del caldo

Un Abruzzo da bollino rosso. Oggi il termometro a 38 gradi

17 Luglio 2026

L’ondata di calore non risparmia neanche le aree interne: all’Aquila è record. Allerta a Pescara.

Domani arriva il picco. Da lunedì si ricomincia a respirare con le previste perturbazioni

PESCARA

Tropici d’Abruzzo, ci risiamo. Stiamo vivendo un’estate che sembra seguire ciclicamente lo stesso copione: dal caldo all’ancora più caldo, fino a toccare le temperature record degli ultimi giorni. Poi una “sgrullata” intensa di pioggia e si ricomincia. È questo il clima che si prospetta nei prossimi giorni in un Abruzzo già prostrato dalle temperature record degli ultimi due mesi.

Ieri il termometro, secondo le rilevazioni dell'associazione Caput Frigoris, ha raggiunto i 38,2 gradi ad Avezzano e i 37,1 all'Aquila, mentre sono numerose le località con temperature tra i 35 e i 37 gradi. A Pescara, dopo il “bollino arancione” degli ultimi giorni, da ieri – rimarrà in vigore fino a domani – il ministero della Salute ha diramato il “bollino rosso”, che indica una vera e propria ondata di calore, con «condizioni ad elevato rischio che persistono per tre o più giorni consecutivi», spiega il ministero. Il livello 3, cioè il “bollino rosso”, specifica il ministero, indica «condizioni di emergenza – ondata di calore – con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche. Tanto più prolungata è l'ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute».

Il peggio, però, deve ancora arrivare. Secondo i climatologi domani sarà il giorno peggiore dell’ondata di calore, con il “bollino rosso” previsto in 19 città d’Italia. Poi anche i tropici d’Abruzzo potranno beneficiare dalle perturbazioni che da lunedì toccheranno il Paese, abbassando sensibilmente le temperature. Secondo Meteo.it, a Pescara le massime dovrebbero scendere sotto i 3 0 gradi.

Dunque, presto si tornerà a respirare. Il bilancio degli ultimi due mesi, però, è già pesante. Nel periodo 25 maggio-30 giugno, tra gli over-65 in Italia si è registrato un eccesso di mortalità pari al +3%, con la grande maggioranza dei decessi che ha riguardato «grandi anziani» over-85. Il dato arriva dalla Cabina di regia tenutasi oggi al ministero della Salute: i dati evidenziano anche come il mese di giugno 2026, a livello globale, sia stato «il secondo più caldo di sempre». La Sardegna, in particolare, è sulla graticola: ieri la temperatura record di 47.2 gradi si è toccata nella stazione di Ollastra, 46 gradi si sono registrati nella città di Orani, nel Nuorese, e 45 nel Sulcis. E il caldo estremo degli ultimi giorni spinge i consumi energetici che nelle ultime 36 ore hanno raggiunto i massimi dell'anno. Non il massimo in tempi di Stretti troppo stretti e rubinetti sempre chiusi.

Secondo i dati riportati sul portale di Terna, mercoledì si è registrata tra le 15 e le 16 la massima punta oraria di fabbisogno del 2026, pari a 57.985 Mw. Il dato, provvisorio e soggetto a rettifica, è in aumento del 4,6% rispetto al picco del 2025, pari a 55.450 Mw. Rispetto alle conseguenze del clima torrido sulla salute, la Cabina di regia, elaborando i dati, precisa comunque che l'eccesso di mortalità medio del 3% è stato tuttavia «contenuto», anche in relazione a quanto osservato in altri Paesi europei. Un caso è la città di Torino, in cui i giorni con livelli di allerta 2 e 3 nel periodo di riferimento sono stati 23: il 63% del totale. Inoltre, nella seconda e più intensa ondata di calore (18-30 giugno), come già comunicato in precedenza, proprio a Torino si è registrato un «eccesso statisticamente significativo della mortalità nella popolazione over 65».

Fare rete per raggiungere gli anziani soli di fronte a questa emergenza è la priorità indicata dalla Federazione delle aziende sanitarie e degli ospedali pubblici (Fiaso), che sottolinea la necessità di «risposte e misure ordinarie, non solo emergenziali». In questo quadro di allerta, i Pronto soccorso non sono tuttavia stati presi d'assalto: i dati ministeriali non evidenziano variazioni rilevanti, se non lievi incrementi a Venezia, Milano, Palermo. Tempestato di chiamate, invece, il numero di pubblica utilità 1500 del ministero, che ha ricevuto già oltre mille chiamate da parte degli utenti. A contattare di più il ministero sono gli over 65 da Lazio, Lombardia e Piemonte. Il caldo ha causato oltre 200mila decessi negli ultimi 4 anni, avverte l'Oms Europa, invitando i governi a considerare il fenomeno «un’emergenza sanitaria e non solo un evento meteorologico».

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