Buscè: «Pescara, riporterò entusiasmo». Il ds Foggia: «Fidatevi, saremo protagonisti»

Il nuovo allenatore si presenta alla città e si dice fiducioso. Il direttore sportivo si accolla la responsabilità della retrocessione ma guarda avanti con ottimismo
PESCARA. La stagione del Pescara è ufficialmente iniziata con la presentazione di Antonio Buscè. Solita location all’Ekk Hotel, volto a tratti sorridente a tratti serio con sguardo glaciale per il neo tecnico biancazzurro. Più che una conferenza stampa sembrerebbe essere il briefing pre partita vista la concentrazione di Antonio Buscè: ai suoi lati il presidente Daniele Sebastiani e il ds Pasquale Foggia.
Antonio Buscè. «Arrivo in un posto dove c’è una storia di calcio importante. Porto entusiasmo e personalità e soprattutto schiettezza e trasparenza. L’ultima stagione è andata male qui a Pescara e allora la prima cosa è ritrovare l’entusiasmo attraverso il lavoro. Testa bassa e lavorare deve essere la parola chiave».
Buscè e il mercato. «I senatori sono andati via? Sono dinamiche di calcio, alcuni giocatori hanno fatto scelte personali che vanno rispettate. Due anni fa qui è stato fatto un capolavoro, i nomi eclatanti non c’erano. Lo sono diventati dopo. Chi arriverà? Non scelgo io, ci sarà un confronto con la società. Ci sono le idee, il rispetto delle parti è importante. Le scelte si fanno solo dopo un confronto, ma l’ultima parola è della società. Io non farò mercato, ho fiducia nel lavoro del direttore e del presidente».
Buscè e il modulo. «Pescara è una piazza che vive di calcio. Ho fatto spesso il 4-3-3, soprattutto a Vibo mi sono divertito. E lo abbiamo rifatto a Cosenza facendo molto bene. Avendo i giocatori adatti è il modulo che fa divertire con equilibrio. Pescara è una sfida e le sfide vanno affrontate. L’obiettivo? Riportare entusiasmo, migliorare i giovani e gli “anzianotti”. Come si recupera la fiducia dei tifosi? Il rettangolo verde è la mia medicina». Dopo il pensiero del tecnico Antonio Buscè ha preso la parola il presidente Daniele Sebastiani. E sono stati tanti i temi toccati dal massimo dirigente biancazzurro.
Daniele Sebastiani. «Ripartiamo per la nuova stagione con Buscè sperando di poter avere continuità nel futuro. Fa un calcio propositivo e ricordo bene che ci fece una testa di questa portata a Rimini nell’anno della nostra promozione».
Sebastiani e la società. «La società? Io me ne andrei anche domani mattina ma vanno trovate persone serie pronte a entrare. Qualche situazione c’è, la porto avanti senza problemi e senza fretta. Mi fa molto piacere che si sta creando una sorta di azionariato popolare. Io ne sarei felicissimo. Guardate L’Aquila, stanno facendo proprio questo. Una cosa però è certa: con Sebastiani il Pescara non fallirà mai. Verratti? Abbiamo un’idea unica e ripeto che non è il bancomat del Pescara. Serve sostenibilità, nel calcio mancano i dirigenti. Se ci sarà cessione societaria sarà completa con me e Verratti. E siamo anche disponibili a fare i traghettatori».
Sebastiani e il mercato. «Brugman, Acampora e Insigne? L’idea era quella di mantenerli. E con loro Olzer. Giacomo però mi ha detto in maniera esplicita che voleva la B. Anche gli altri ragazzi hanno scelto la categoria. Non c’era nessuna promessa. Gli acquisti? La squadra è già pronta, tra poco lo vedrete». Il ds Pasquale Foggia si presenta in conferenza in piena forma fisica, quasi come quando da numero 10 regalava assist e spettacolo in serie A. E l’uomo mercato del Pescara tocca tanti temi in conferenza. Partendo dalla scelta del tecnico.
Pasquale Foggia. «Buscè ha fatto tutti gli step giusti partendo dal settore giovanile e poi tra i grandi con Vibonese, Rimini e Cosenza. Antonio lo conosco bene già ai tempi di Empoli quando ho fatto l’esordio in A. La decisione per me era semplice, lui può fare il percorso che abbiamo pensato».
Foggia e il mercato. «I nostri big sono andati in B, Cagnano ha tre squadre che lo vogliono in categoria superiore, idem Di Nardo che al momento resta con noi o Desplanches che andrà in A. I risultati ci hanno penalizzato ma le nostre scelte erano giuste a gennaio. E voglio spendere qualche parola anche su Gorgone. Il nostro allenatore aveva fatto un bel lavoro al punto da essere scelto dal Catanzaro che qualche mese fa ha sfiorato la serie A. Merola per noi non è in uscita, il portiere? Se Saio resta sarà un titolare».
Foggia e il mea culpa. «Le colpe della retrocessione sono mie, non ci giro intorno. Poi ci sono delle situazioni clamorose: Sudtirol, Padova, Samp. Tutti episodi talmente grandi che ci hanno penalizzato ma non voglio alibi. Mi prendo le colpe e basta perché io ero il responsabile tecnico. Il rigore di Padova? Sarebbe solo creare polemiche inutili, non serve più parlarne».
Foggia e gli obiettivi. «Vogliamo essere ambiziosi. Siamo qui non per fare la comparsa ma per essere protagonisti. Abbiamo vinto la C andando al doppio degli altri. Ferraris arrivò e si pensava fosse una marchetta. Ha fatto 12 gol. Tonin nei play off si trasformò. Non andiamo dietro ai nomi, ma cercheremo di seguire l’idea dell’allenatore». Foto di rito, stretta di mano davanti ai tantissimi presenti nella sala dell’Ekk Hotel e la stagione del Pescara può finalmente iniziare.
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