16 luglio

Oggi, ma nel 2007, a Broni, in provincia di Pavia, si spegneva, a 85 anni, la voce di Maria Jottini, detta “Usignolo della radio”, che nel 1939 aveva portato alla ribalta nazionale il fox-trot “Maramao perché sei morto?”, che verosimilmente riprendeva l’antico “Mara maje”, canto popolare dell’alta Valle del Vomano, tra le province dell’Aquila e di Teramo, composto dal torinese Mario Consiglio e dal milanese Mario Panzieri. La Jottini (nella foto, particolare, risalente al '40), nativa di Alessandria, aveva fatto suo quel pezzo che era stato salvato dall’oblio dalla scrittrice e disegnatrice londinese, ma con padre del Belpaese Estella Canziani, classe 1887, attraverso le pagine del suo libro “Attraverso l’Appennino e le terre d’Abruzzo”, del 1928, dato alle stampe da Ernest William Heffer di Cambridge.
La Jottini aveva intonato «Maramao perché sei morto?/pan e vin non ti mancavan/l’insalata era nell’orto e una casa avevi tu» scortata dal trio canoro composto dalle sorelle Alexandrina, Judik e Catherine Leschan, rispettivamente di 29, 26 e 20 anni, originarie dell’Aja, ma stabilitesi nel capoluogo piemontese dal 1935, che godevano di grande popolarità ed apprezzamento da parte del pubblico. E ad accompagnare le voci c’era stata la grande orchestra di Giuseppe “Pippo” Barzizza. L’incisione apparteneva, come Cal11, al catalogo delle edizioni milanesi dei fratelli Giovanni, Dino e Rino Fabbri provenienti da Forlì. Ed era stata anche inserita nella raccolta, del 1977, “Le canzoni dell’Eiar” dell’etichetta discografica meneghina Compagnia generale del disco di “Teddy Reno”, al secolo Ferruccio Merk Ricordi. La Jottini, poi maritata Manni, proprio in quel nel 1939, quando era quasi diciottenne, si era aggiudicata il concorso nazionale indetto dall’emittente radiofonica di Stato, antesignana della Rai, con sede all’ombra della Mole Antonelliana, riservata agli artisti emergenti della canzone.
Era riuscita a imporsi a tal punto da essere stata inserita nella pionieristica commedia musicale, in bianco e nero, uscita nelle sale cinematografiche il 31 luglio 1940, ovvero dieci giorni prima dell’ingresso dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, “Ecco la radio”. Il film, che era stato diretto dal regista Giacomo Gentilomo, aveva vantato la partecipazione di grandi calibri del nuovo mezzo di comunicazione di massa via etere come, tra gli altri, “Cinico Angelini”, il già menzionato maestro Barzizza, Nunzio Filogamo, Tito Petralia, Guido Notari, Fausto Tommei.
