Calcio

Buscè si presenta: «Pescara piazza storica. Il mercato? Mi fido della società». Sebastiani: «Con me non si fallisce. E sugli abbonamenti...»

15 Luglio 2026

Presentazione ufficiale del nuovo allenatore del Pescara Antonio Buscè, 50 anni, di origini campane: “Dobbiamo riaccendere l'entusiasmo della tifoseria dopo la retrocessione”. Il presidente Daniele Sebastiani: “Le tessere troppo care? Poi non lamentiamoci se non arrivano i risultati»

PESCARA. Presentazione ufficiale del nuovo allenatore del Pescara Antonio Buscè. Il 50enne tecnico di origine campana ha parlato per la prima volta all'Ekk Hotel di Marina di Città Sant'Angelo, affiancato dal presidente Daniele Sebastiani e dal direttore sportivo Pasquale Foggia. "Dobbiamo riaccendere l'entusiasmo della tifoseria dopo la retrocessione. Arrivo a Pescara in una piazza storica. Langella e Mazzocchi? Il mercato lo fa la società, io li conosco e mi fido. Loro (che erano con il trainer abruzzese a Cosenza, ndr) sono ragazzi d'oro e molto bravi. Il modulo? Mi piace il 4-3-3 fatto però con equilibrio".

Ha parlato anche il presidente Daniele Sebastiani che si è soffermato anche sulle questioni societarie, alla luce di alcune trattative intavolate da qualche settimana. "Tratto sempre la cessione della società. Siamo sempre al lavoro, ma sappiate che con me il Pescara non fallisce. L'azionariato popolare mi piace. Il calciomercato? Presto vedrete gli acquisti. Stiamo lavorando".

Sul fronte mercato resterà il difensore classe 2000 Davide Bettella che vestirà la maglia biancazzurra anche nel prossimo torneo, a meno di offerte economiche rilevanti che la società valuterà.

Ieri sera ufficializzato l'arrivo di Pablo Vitali. L'attaccante, classe 2002, ha firmato un contratto biennale. Il difensore Davide Giannini (21) è vicino al passaggio al Potenza.

LE DICHIARAZIONI DI ANTONIO BUSCE’.

“Arrivo in un posto dove c’è una storia di calcio importante. Porto entusiasmo e personalità e soprattutto schiettezza e trasparenza. Il percorso da seguire? L’ultima stagione è andata male qui a Pescara, e allora la prima cosa è che attraverso il lavoro e la testa giusta dobbiamo creare entusiasmo. Quando sono arrivato in città ho subito trovato una situazione familiare con Foggia e Sebastiani, un clima dove le cose si dicono senza sotterfugi. Testa bassa e lavorare deve essere la parola chiave. Avremo un mix di giovani e di giocatori esperti. Alle parole però preferisco i fatti. E’ il mio 35° anno che faccio professionismo. Sempre detto e pensato che la maglia va sudata. I senatori sono andati via? Sono dinamiche di calcio, alcuni giocatori hanno fatto scelte personali che vanno rispettate. Trattenere controvoglia qualcuno non è la cosa giusta. Due anni fa qui è stato fatto un capolavoro, i nomi eclatanti non c’erano. Lo sono diventati dopo. Langella e Mazzocchi? Non scelgo io, ci sarà un confronto con la società. Ci sono le idee, il rispetto delle parti è importante. Langella e Mazzocchi li conosco bene e so che ragazzi sono. Ma le scelte si fanno solo dopo un confronto, le scelte sono della società. Io non farò mercato, ho fiducia nella società. La mia squadra dovrà avere un atteggiamento di entusiasmo, ma con equilibrio. Pescara è una piazza devota per il calcio. Ho fatto spesso il 4-3-3, soprattutto a Vibo mi sono divertito. E lo abbiamo rifatto a Cosenza facendo molto bene. Avendo i giocatori adatti è il modulo che fa divertire con equilibrio. Pescara è una sfida, e le sfide vanno affrontate. L’obiettivo? Riportare entusiasmo, migliorare i giovani e gli “anzianotti”. I rinforzi prima della partenza del ritiro? Non è assolutamente un problema perché so quello che faremo. Anche da giocatore non mi è mai successo di trovare una squadra pronta il primo giorno di ritiro. Per prima cosa devo valutare chi c’è già. In stagione dobbiamo fare qualcosa di importante, vogliamo e dobbiamo alzare l’asticella. Proclami non li faccio, io devo solo lavorare. Come si recupera la fiducia dei tifosi? Il rettangolo verde è la mia medicina”.

LE DICHIARAZIONI DI DANIELE SEBASTIANI

«Ripartiamo per la nuova stagione con Buscè sperando di poter continuità nel futuro. Buscè era l’uomo che sposava meglio i nostri pensieri di calcio con un mix di giovani e esperti. Fa un calcio propositivo e ricordo bene che ci fece… una testa di questa portata a Rimini nell’anno della nostra promozione. La società? Io me ne andrei anche domani mattina, ma vanno trovate persone serie pronte a entrare. Qualche situazione c’è, la porto avanti senza problemi e senza fretta. Mi fa molto piacere che si stia creando una sorta di azionariato popolare. Io ne sarei lietissimo. Guardate L’Aquila, stanno facendo proprio questo e ne sarei felicissimo. Brugman, Acampora e Insigne? L’idea era quella di mantenerli. E con loro Olzer. Giacomo mi ha detto in maniera esplicita che voleva la B. Anche gli altri ragazzi hanno scelto la categoria. Non c’era nessuna promessa. Verratti? Abbiamo un’idea unica e ripeto che non è il bancomat del Pescara. Non permetterei io una cosa del genere. Serve sostenibilità, nel calcio mancano i dirigenti. Se ci sarà cessione societaria sarà completa con me e Verratti. E siamo anche disponibili a fare i traghettatori. Con Sebastiani il Pescara non fallisce. Abbonamenti cari? Poi però nessuno si deve lamentare se la squadra non vince, La squadra è già pronta, tra poco lo vedrete”.

LE DICHIARAZIONI DI PASQUALE FOGGIA

«Buscè ha fatto tutti gli step giusti partendo dal settore giovanile. Poi tra i grandi con Vibonese, Rimini e Cosenza. Antonio lo conosco bene già ai tempi di Empoli quando ho fatto l’esordio in A. La decisione per me era semplice, lui può fare il percorso che abbiamo pensato noi. I nostri big sono andati in B, Cagnano ha tre di B, idem Di Nardo o Desplanches che andrà in A. I risultati ci hanno penalizzato ma le nostre scelte erano giuste a gennaio, anche quella di Gorgone che oggi allena in B a Catanzaro. Le colpe della retrocessione sono mie, non ci giro intorno. Poi ci sono delle situazioni che ci hanno penalizzato: SudTirol, Padova, Samp. Il mercato? Merola per noi non è in uscita. Il rigore di Padova? Sarebbe solo creare polemiche inutili, non serve più parlarne. Siamo qui non per fare la comparsa ma per essere protagonisti. Abbiamo vinto la C andando al doppio degli altri. Ferraris arrivò e si pensava fosse una marchetta. Ha fatto 12 gol. Tonin nei play off si trasformò. Non andiamo dietro ai nomi, ma cercheremo di seguire l’idea dell’allenatore. Il portiere? Se Saio resta sarà un titolare”.