Un albero-simbolo dai Paesi degli emigrati

La proposta di Walter Ciccione, imprenditore che ha lasciato l’Abruzzo a 11 anni «Un omaggio alla nostra regione da parte di tutte le associazioni all’estero»
Tra gli argomenti che spesso vengono dibattuti in seno alla nostra comunità, parlare della nostalgia, come strumento per minimizzare i suoi effetti, continua ad essere abituale. Ma ci sono temi che negli ultimi tempi prendono il sopravvento o almeno, diventano di moda, come è il caso dell’ecologia, degli alberi e in particolare degli spazi verdi.
La nostalgia della terra natia, della famiglia rimasta in Italia, degli amici, delle abitudini, dei sapori e degli aromi del paese lontano, sono sentimenti che, pur se restano latenti, col passare del tempo vanno attenuandosi. In genere la maggioranza dei connazionali, hanno seguito quell’arduo e lungo processo di adattamento, per lasciare da parte la loro condizione di emigrati, presa in modo negativo.
L’obiettivo è stato l’inserimento nella società locale, accettando o addirittura assimilando la lingua, le abitudini, gli usi del posto. Inoltre la maggior parte di loro ha costituito qui una famiglia, hanno avuto figli e nipoti nati nel Paese, per cui sono argentini di origine italiana.
Nonostante tutto questo però, non hanno dimenticato la loro terra d’origine, anzi, col passare degli anni, sentono spesso crescere il bisogno di ristabilire i legami, di ricollegarsi alle radici. Inoltre sentono che è giunto il momento chiudere il cerchio, di saldare un debito con la vita, con la memoria e che il modo di farlo è realizzando un progetto.
In questo caso quindi, si tratta di un gesto di riconoscenza verso la regione d’origine, quel caro Abruzzo, che ci ha visto nascere. Un omaggio che comporta implicitamente la volontà di riaffermare l’appartenenza e che, d’altra parte, comporta un impegno con aspetti ecologici, in particolare pensando a piante o alberi che per la loro portata, longevità e continuo rinnovamento, rappresentano un simbolo della vita costantemente rigenerata.
Progetto e omaggio, armonizzando nostalgia ed ecologia è l’iniziativa del Centro Abruzzese di Buenos Aires (Caba), presieduto dall’autore di questo articolo che ha elaborato una proposta che concilia l’uno e l’altro. La proposta prevede donare alla regione un albero-simbolo del Paese di accoglienza, in questo caso dell’Argentina, il “Ceibo” (Erythrina crista galli), da piantare in uno spazio di una città, da chiamare “Abruzzesi Ovunque”.
Nelle intenzioni dei promotori dell’idea, essa dovrebbe essere emulata dalle altre associazioni di abruzzesi di oltreconfine, le quale sarebbero invitate a seguire la proposta del Caba. Così, nel caso del Venezuela, l’albero sarebbe l’“Araguaney”, del Brasile il “Pau Brasil”, degli Stati Uniti la quercia e dell’Australia, il “Kalpa” .
Il progetto ha come scopo anche quella della promozione del turismo di ritorno, visto che darebbe ai corregionali che per diversi motivi vogliono rivedere l’Abruzzo, un’altra ragione per recarsi nella terra natia, come sarebbe quella di constatare la presenza dell’albero del “loro” Paese e allo stesso tempo conoscere le piante rappresentative degli altri Paesi.
Una iniziativa in linea con lo slogan “Abruzzo, cuore verde d’Europa” che sarebbe riaffermato con questa nuova attrattiva. Un’altra possibilità che si aprirebbe, pensando al progetto sarebbe l’invito ai visitatori a farsi i selfie “abbracciando il suo albero”, come gesto simbolico di abbracciare la vita. A tale effetto, davanti ad ogni esemplare, ci sarebbe una targa con informazioni sul donatore, sul Paese d’origine e le caratteristiche dell’albero.
Ad ogni modo il proposito principale del progetto del C.a.b.a. resta che sia emulato dalle associazioni abruzzesi di altri Paesi. Sarebbe questo un modo di contribuire, anche modestamente, a promuovere il rimboschimento del Bel Paese, dove gli spazi verdi sono sempre più scarsi e l’invasione dell’asfalto e del cemento sembra inarrestabile
Per quanto riguarda il terreno, sono stati avviati contatti con il Comune di Pescara. E i funzionari consultati hanno manifestato la loro disponibilità sia sullo spazio, sia sul nome da assegnare allo stesso: “Abruzzesi Ovunque”.
Il progetto dovrebbe arrivare a compimento verso la fine del 2015 e l'istituzione di questa “Piazza Abruzzesi Ovunque” avrebbe inoltre un valore simbolico, come quello di rappresentare una sorte di “giardino testimoniale”. In definitiva si tratta di un omaggio da chi ha lasciato il Paese ma non l’ha mai dimenticato.
Chi fosse intenzionato ad aderire alla proposta sul parco di “Abruzzesi ovunque” di Walter Ciccione può scrivere una mail e inviarla a direttore @ilcentro.it

