Un orso fa capolino sulla Statale Arriva un tir: investito e ucciso

19 Ottobre 2016

Ore 3,15 vicino a Roccaraso: il plantigrado di 120 chili trovato semi-schiacciato sul ciglio della strada Nessuna traccia del mezzo pesante e del suo conducente. Sollecitati interventi per la sicurezza

ROCCARASO. È stato investito in piena notte, presumibilmente da un mezzo pesante, sulla strada statale nei pressi di Roccaraso. Ma nella tarda mattinata di ieri l'orso è morto. Un impatto violento, che è costato la vita al giovane e forte plantigrado, un esemplare maschio di orso bruno marsicano di tre-quattro anni, che pesava oltre 120 chili. Si allunga così l’elenco degli incidenti provocati da animali che vanno in giro per l’Abruzzo e che creano pericolo e seminano il panico. Orsi, cinghiali, cervi, lepri, volpi, lupi...

L'orso dell’altra notte è stato travolto sulla strada statale 17, all'altezza del distributore Agip, ed è deceduto dopo alcune ore nonostante l'intervento della Forestale e di due veterinari. Aveva gravi lesioni agli arti, un trauma cranico e probabilmente un'emorragia interna che poi ha causato la sua morte. Nessuna traccia del mezzo pesante che l’ha investito. Qualcuno ha anche accennato una polemica sui tempi lunghi dei soccorsi.

Ad avvistare il plantigrado sul ciglio della strada è stato un passante, verso le 3,15 della scorsa notte, che ha dato subito l'allarme. La notizia dell'investimento è arrivata intorno a quell’ora alla centrale operativa del Comando regionale del Corpo forestale dello Stato dell'Aquila. Sul posto è stato inviato il personale della stazione forestale di Castel di Sangro. Allertati anche il biologo e il veterinario del Parco nazionale della Maiella, il veterinario della Asl e il servizio di sorveglianza del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise.

A raggiungere per primo l'animale, sofferente ma ancora vivo, è stato Simone Angelucci, veterinario del Parco Maiella, che ha prestato le prime cure all'orso consultandosi con il veterinario del Pnalm. L'animale è stato sedato, stabilizzato e trasportato per le necessarie cure nell'ambulatorio veterinario dell'area faunistica di Palena, gestita dal Parco della Maiella. Gli specialisti hanno diagnosticato fratture multiple, molto gravi e hanno prestato le cure possibili, ma alle ore 11.55 l'orso è morto. «Vedere l'orso con una lesione spinale di quel genere è stato scioccante e ancora più dolorosa è stata la notizia della morte dell'animale», commenta Dario Febbo, direttore del Parco d'Abruzzo, «come magra consolazione c'è la fortuna che si tratta di un orso maschio, considerato lo scarso contingente di femmine ancora in circolazione. Gli orsi di sesso femminile sono la metà dei plantigradi ancora in giro nel nostro territorio protetto e assistere alla perdita di una femmina sarebbe stato più triste. Un esemplare di femmina di orso può dare alla luce 15-17 cuccioli, che pesano alla nascita tra i 200 e 500 grammi».

Non si sa di preciso quanti orsi marsicani vivono nelle aree protette dell'Abruzzo. Una stima parla di 40-60 esemplari nel Parco nazionale d'Abruzzo. Ecco perché la morte di un altro giovane animale riproduttore avvenuta ieri rischia di mettere seriamente a rischio la sopravvivenza della specie. Il comando stazione della Forestale di Roccaraso, competente per territorio, ha avviato le indagini per accertare eventuali responsabilità sull'incidente di Roccaraso.

«L'investimento della scorsa notte ripropone con forza la necessità di interventi sulla statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitica «per prevenire incidenti con la fauna e per tutelare l'orso marsicano, che negli ultimi anni, sempre di più, è minacciato dagli investimenti stradali che come in questo caso ne provocano la morte», aggiunge Febbo, «in Abruzzo, come in tutte le regioni che hanno aree protette, ci sono più animali selvatici in giro ed è opportuno che si realizzino tutti gli interventi necessari per la loro sicurezza e quella degli automobilisti in circolazione».

L'ultima morte di un orso nel Parco nazionale d'Abruzzo risale allo scorso anno con la scomparsa di “Sandrino”, deceduto a 33 anni. Chiamato così in onore dell'ex presidente della Repubblica Sandro Pertini, era diventato il vero e proprio ambasciatore del Parco d'Abruzzo. L'animale nonostante tutti gli acciacchi aveva raggiunto il record di longevità per gli orsi che in natura non arrivano nemmeno alla metà dei suoi anni. Era stato abbandonato dalla madre perché probabilmente non era in grado di allevare l'intera cucciolata. L'orsetto venne ricoverato nelle strutture del Parco di Pescasseroli. Così, Sandrino, dopo lunghe cure specialistiche ce la fece a sopravvivere e a crescere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA