Un patto per tutelare “sua maestà” l’arrosticino

20 Luglio 2018

Sì alla carne locale, dice Casartigiani, e no a quella estera per il piatto tipico «L’esplosione dei consumi sta snaturando la pietanza. Torniamo alle origini» 

PESCARA. Filiera corta per sua maestà l’arrosticino, un’eccellenza abruzzese che va tutelata dalle “contaminazioni” con le carni di produzione estera.
L’esplosione dei consumi, infatti, sta snaturando il prodotto abruzzese: senza un’azione forte di tutela e regole produttive severe, c’è il forte rischio che, senza un intervento di difesa, per “l’arrustelle” di abruzzese resterà soltanto il nome. Un pericolo da scongiurare al più presto per l’associazione Casartigiani Abruzzo che chiede alla Regione Abruzzo un intervento immediato mirato al «ritorno alle origini» per quel delizioso prodotto dei poveri finito ormai sulla bocca di tutti. «L’arrosticino abruzzese», sostengono i coordinatori regionali di Casartigiani, Flaviano Montebello e Dario Buccella, che hanno chiesto ufficialmente alla Regione l’intervento normativo per garantire e tutelare la qualità e l’autenticità dell’arrosticino, «dev’essere una tipicità tutta made in Abruzzo, dall’inizio alla fine. Spesso invece, è solo un assemblaggio di carne estera». L’obiettivo di Casartigiani, quindi, è quello di garantire che la denominazione di “arrosticino abruzzese” indichi esclusivamente un prodotto realizzato in Abruzzo e con la sola materia prima locale.
La specialità gastronomica della tradizione pastorale abruzzese, infatti, ha fatto registrare un aumento vertiginoso di consumi sia in Italia che nel mondo.
E come con tanti altri prodotti di eccellenza prodotti nel Bel Paese, le maglie larghe delle regole hanno aperto la porta all’uso di carni provenienti da altri Paesi. «La presenza sul mercato di arrosticini di carne di provenienza estera», aggiungono i vertici di Casartigiani, «impone la necessità da parte della giunta e del consiglio regionale di provvedere a disciplinare meglio la materia garantendo, attraverso una normativa, che il vero arrosticino abruzzese venga realizzato soltanto in Abruzzo e attraverso l’acquisto di carni provenienti esclusivamente dagli allevamenti abruzzesi».
Strada già imboccata con buoni risultati da altre Regioni italiane per tutelare le loro eccellenze dalle contaminazioni esterne. «La Regione Marche, per esempio», concludono Montebello e Buccella, «ha disciplinato con legge regionale un patto tra allevatori e agriturismi che prevede per questi ultimi l’obbligo di usare la carne bovina di sola provenienza marchigiana e ha riconosciuto la produzione Dop dell’oliva all’ascolana. La valorizzazione dell’enogastronomia abruzzese può essere di ausilio al potenziamento dell’offerta turistica del territorio e alla tutela dei consumatori finali».