Un posto da Beck costa 1.300 euro, Cracco resta chiuso

PESCARA. Tarfufo bianco e nero, caviale russo, foie gras, scampi a go go e tutti i prodotti locali di ogni parte d'Italia. Sfogliare i menù dei ristoranti stellati in giro per l'Italia vuole dire...
PESCARA. Tarfufo bianco e nero, caviale russo, foie gras, scampi a go go e tutti i prodotti locali di ogni parte d'Italia. Sfogliare i menù dei ristoranti stellati in giro per l'Italia vuole dire incontrare tutti i cibi - e i vini - considerati il ben di Dio dell'Italia e del mondo. I prezzi? Naturalmente altissimi e i 270 euro per l’abruzzese Niko Romito ma senza bevande) alla fin fine non sono il top se si pensa alla notorietà del luogo e dello chef. Il primato del menu più costoso va al ristorante La Pergola di Roma (chef è il tristellato Michelin Heinz Beck) che chiede per la serata dell'ultimo di borsare addirittura 1300 euro per la cena a base di ricciola ed essenza di ossobuco, compresi i fuochi di artificio a mezzanotte e la musica di accompagnamento. Mediamente in giro per l'Italia si spendono circa 350 euro, ma ad esempio a Ragusa, al Duomo di Ciccio Sultano se ne spendono appena 60 euro pur mangiando crostacei, pesce spada, maialino nero. Antonino Cannavacciuolo di Villa Crespi chiede 280 euro bevande escluse, mentre Carlo Cracco di Milano va in controtendenza e tiene chiuso. All’Osteria Francescana di Modena, lo chef Massimo Bottura si accontenta di 500 euro per champagne, tante lenticchie e le contaminazioni come il panettone con il cotechino.
Molte portate della tradizione locale, rivisitate. «Si tratta», ha spiegato Bottura «di un menù lungo, con tante portate, e complesso: i commensali arriveranno alle 20,15 e poi si mangerà fin oltre la mezzanotte quando serviremo un panettone particolare. Ho pensato a un soufflè cotto a metà, con il cuore tenero: una sorta di panettone dove, al posto dei canditi, mettiamo il cotechino e le lenticchie oltre alla mostarda». Buon appetito e auguri.

