Una turbina con gli stipendi M5s

17 Febbraio 2017

Il regalo dei consiglieri regionali del movimento di Grillo alla Protezione civile: «Noi facciamo fatti»

L’AQUILA. «Noi siamo sempre stati, e resteremo, quelli dei fatti. In questo periodo c’è chi vuole farci passare per quelli che non siamo, politici e amministratori uguali a tutti gli altri. Ma per noi parlano i fatti». Così ha esordito Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera dei deputati, indicato da più parti come il futuro candidato premier per il Movimento 5 Stelle, davanti alla turbina spalaneve acquistata grazie ai tagli alle indennità dei consiglieri regionali grillini e da loro donata alla Protezione civile regionale. Parole, quelle di Di Maio, accompagnate dagli applausi dei simpatizzanti (non tanti per la verità) che lo hanno atteso davanti ai cancelli del magazzino della protezione civile, nei pressi dell’aeroporto di Preturo. Con lui anche i cinque consiglieri regionali – Sara Marcozzi, Riccardo Mercante, Pietro Smargiassi, Gianluca Ranieri e Domenico Pettinari – che hanno reso possibile l’acquisto della turbina, costata 220mila euro, che verrà consegnata in comodato d’uso gratuito alle Province che ne avranno necessità. D’effetto lo slogan “Facciamo strada all’Abruzzo” scelto per l’iniziativa.

«Siamo quelli del fare», ha ribadito Di Maio, che non ha nascosto il suo apprezzamento per l’operato del gruppo regionale. «Ci ripetono da anni che non ci sono soldi, invece i soldi ci sono, eccome. Questa turbina è un simbolo di vita e la cifra spesa per il suo acquisto è la stessa che la Camera utilizza per una polizza assicurativa, a favore dei parlamentari, contro le punture d’insetto e le insolazioni». Altri applausi e qualche sventolio di bandiere, poi l’affondo su sprechi e abusi «foraggiati dalle amministrazioni centrali dello Stato», sui conti in rosso dell’Inps «provocati dalle pensioni d’oro».

E poi i vitalizi da cancellare subito. E le elezioni non più rinviabili. «Siamo noi la ricetta alternativa per la soluzione dei problemi. Se vogliamo costruire il futuro dobbiamo andare al voto il prima possibile. Dateci la possibilità di governare, di fare leggi giuste per cambiare volto al Paese. Quando andremo al governo, e badate non è questione di se ma solo di quando, riusciremo davvero a cambiare le cose». E poi puntuali le domande sul caso Raggi e le risposte anch’esse puntualmente evasive. «Qui si stanno facendo passare le vittime per carnefici e i carnefici per vittime. E io questo non lo posso accettare. Una cosa del genere non l’ha fatta mai nessuno in Italia». Come dire che la sindaca di Roma è una vittima e che la giunta proseguirà per la sua strada. «A Roma», ha tagliato corto Di Maio, «c’è un eccessivo gossip che sta raccontando una storia falsa. Ma non voglio parlare di questo». Già, perché per il Movimento 5 Stelle il caso è chiuso. E allora non è rimasto che chiedere lumi sulle elezioni all’Aquila. Ma anche su questo Di Maio è apparso fumoso. Del resto troppe le liti interne e troppe anche le assenze registrate ieri, tra cui quella della senatrice Enza Blundo (forse a Roma), per non glissare. «Saremo presenti alle amministrative, ma non mi occupo di certificazioni di liste a livello locale. Mi occupo dei sindaci quando vengono eletti. E questo già basta e avanza», ha chiuso Di Maio con un pizzico di ironia.

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