Vacca subito nominato prorettore Ma è pronto il commissario Miur

CHIETI. Lo statuto d’Ateneo non regolamenta il caso in cui venga interdetto il Rettore in seguito a un’ordinanza del gip. Sarà quindi il Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della...
CHIETI. Lo statuto d’Ateneo non regolamenta il caso in cui venga interdetto il Rettore in seguito a un’ordinanza del gip. Sarà quindi il Miur (Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca), tempestivamente informato dall’autorità giudiziaria, a mandare a Chieti un commissario che, dopo aver azzerato gli organismi universitari, traghetterà la D’Annunzio verso le elezioni del nuovo rettore, già previste per quest’anno. Il commissario dovrebbe essere nominato nel giro di 48 ore. Ma ieri mattina, Carmine Di Ilio è corso ai ripari in zona Cesarini. Poco prima di essere interdetto dalle funzioni, e applicando l’articolo 18 dello stesso statuto, ha nominato Michele Vacca Prorettore vicario, consegnandogli la gestione dell’università e soprattutto il prossimo Senato Accademico, previsto per mercoledì, in cui ricompare, al punto 10.1, una delibera molto particolare. È la stessa per la quale Di Ilio è stato interdetto insieme al dg Filippo del Vecchio, cioè l’incarico dell’appalto ex Bucciante al provveditorato delle opere pubbliche con una soluzione che, leggendo la convenzione, appare alquanto bizantina perché non è affatto chiaro sul punto incriminato della progettazione. Ma torniamo alla nomina di Vacca. L’Ateneo, fino a ieri mattina, non aveva prorettori ma solo il decano dei professori. Lo statuto però recita: «Le funzioni di Rettore sono esercitate, in caso di sua assenza o impedimento, dal Prorettore vicario». Tutto sta nella interpretazione della parola “impedimento” che per il Miur non contempla la misura interdittiva. Mentre per Di Ilio la prevede. Così ha nominato il prof Vacca, Direttore del Dipartimento di Farmacia e decano di Ateneo, Prorettore vicario, trasferendogli tutti i poteri e le funzioni del Rettore. Ma non finisce qui, perché l’articolo 29 dello statuto – Attribuzioni del Direttore – consente allo stesso di nominare chi lo sostituisce in caso di assenza o impedimento: «Il direttore generale designa tra i Dirigenti dell’Ateneo o, in mancanza, tra i funzionari, chi lo sostituisce in caso di assenza o impedimento». Così, ieri, Filippo Del Vecchio ha nominato l’avvocato Antonello D’Antonio vice Direttore vicario con piene funzioni.
Ma l’avvocato D’Antonio è indagato, insieme al Dg ed al Rettore, nel procedimento relativo al concorso da “Ep” (dipendenti di elevata professionalità), le cui indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza, e per lo stesso motivo il generale Giorgio Toschi, comandante nazionale delle Fiamme Gialle originario di Chieti, non ha ritirato l’ordine della Minerva in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Entrambi gli atti, la nomina di Vacca e quella di D’Antonio, non sono stati ancora pubblicati sull’albo pretorio del sito web dell’Università, in compenso ieri mattina è stato pubblicato il decreto dirigenziale di nomina della commissione giudicatrice del concorso di un posto di Ep per l’Area del Segretariato Generale di Ateneo. Un ultimo atto a cui rettore e dg tenevano molto, nonostante sui due si stesse per abbattere una bufera epocale. (l.c.)

