Vendemmia, si punta a superare quota 3 milioni di ettolitri

18 Settembre 2016

Il 2016 anno record secondo le stime di Assoenologi ma il dato finale dipenderà dall’andamento del tempo

PESCARA. Il 2016 sarà un anno vitivinicolo da incorniciare? Assoenologi sostiene di sì, pur con tutte le cautele che i cambiamenti climatici inducono nel fare le stime. «Il meteo, dice l’associazione degli enologi, «può creare, anche in territori limitrofi, trasversalità meteorologiche di tipo tropicale che possono determinare importanti differenze sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo». In cantina l’Abruzzo dovrebbe comunque sfondare quota tre milioni di ettolitri contro i 2 milioni 777 mila del 2015 e una media tra il 2011 e il 2015 di 2 milioni e mezzo di ettolitri.

La qualità per Assoenologi viene stimata qualitativamente ottima e in alcune punte eccellente, «in particolar modo per i vini ottenuti da uve a bacca rossa che saranno vendemmiate a fine settembre». Ma ogni previsione, avvertono i tecnici, «potrà essere confermata solo a raccolta ultimata». Sarà l’andamento climatico del mese di settembre e di quello di ottobre, per alcune varietà tardive, a decidere il livello qualitativo della produzione. «Infatti, se le prossime settimane decorreranno nel modo più opportuno, ossia con giornate ricche di sole e giuste precipitazioni, le possibilità di mantenere l’ottima qualità sinora registrata, con la produzione di vini bianchi profumati, con un giusto equilibrio di acidità, alcolicità, finezza, e vini rossi armonici, ricchi di struttura, dai profumi complessi e da lungo invecchiamento, ci sono tutte». Al momento si può dire che in Abruzzo le piogge intermittenti stanno rallentando la vendemmia. Per quanto riguarda le previsioni di mercato, le contrattazioni sono minime e tutti «stanno alla finestra e vogliono capire come effettivamente si evolverà la produzione vitivinicola 2016», continua Assoenologi. L’interesse è focalizzato sulle prenotazioni di vini richiesti dal mercato, mentre risultano ancora piuttosto deboli quelle di vini comuni e senza denominazione di origine. Intanto dal convegno internazionale dei giuristi del vino a Siena arriva un allarme: ci sono crescenti pressioni, dall’Australia al Sudamerica, dalla Svezia agli Usa, per inserire in etichetta la dicitura “nuoce gravemente alla salute”, un rischio, dicono i giuristi, che in Italia non è ancora percepito come dovrebbe.