«Via le sostanze pericolose dai laboratori del Gran Sasso»
PESCARA . Via le sostanze pericolose dal laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. La notizia scaturisce dalla riunione, che le associazioni ambientaliste considerano positiva, della seconda...
PESCARA . Via le sostanze pericolose dal laboratorio di fisica nucleare del Gran Sasso. La notizia scaturisce dalla riunione, che le associazioni ambientaliste considerano positiva, della seconda commissione del Consiglio regionale, presieduta da Pierpaolo Pietrucci, alla quale ha partecipato il vicepresidente della giunta, Giovanni Lolli. «Finalmente», riferisce in una nota la Mobilitazione per l’Acqua del Gran Sasso al termine dell’audizione, «si riconosce la centralità della questione dell’allontanamento delle 2.292 tonnellate di sostanze pericolose dai laboratori e la centralità della partecipazione. Inoltre abbiamo appreso da Lolli», aggiunge l’associazione, che ha consegnato copia dell'ultimo esposto presentato in procura, «che il tema dell’allontanamento delle sostanze chimiche pericolose, 2.292 tonnellate (1.000 di acqua ragia nell’esperimento LVD e 1.292 di trimetilbenzene dell’esperimento Borexino) è stato posto formalmente dalla Regione ai Laboratori di Fisica. Dopo quasi due anni di iniziative sul tema da parte dei cittadini anche gli enti hanno capito che non è possibile insistere in una palese violazione di legge». Altro aspetto fondamentale emerso ieri è il riconoscimento, richiesto anch’esso a gran voce dagli ambientalisti, del Gran Sasso «come un unicum dal punto di vista idrogeologico, un’unità di gestione. Quindi tutta la storia dei 200 metri non ha ragion d’essere e va superata ampliando per chilometri le aree di rispetto attorno alle captazioni in cui non possono insistere centri di pericolo. Infine Lolli», dice ancora l’associazione ambientalista, «ha chiarito il percorso che la Regione intende attuare per il finanziamento degli interventi infrastrutturali, per i quali è indispensabile l’intervento dello Stato in considerazione dei costi, escludendo comunque nuove perforazioni e interventi invasivi. Inoltre ha precisato che da oggi gli studi e i documenti progettuali sono pubblici. Pertanto», conclude l’associazione ambientalista, «daremo ulteriori elementi di merito non appena avremo letto la documentazione».

