Via libera al riordino del sistema turistico dell’ex Di Dalmazio

28 Maggio 2015

L'AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato, abrogando la disciplina precedente, le nuove procedure per l'istituzione dei distretti rurali e la nuova governance del sistema turistico regionale....

L'AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato, abrogando la disciplina precedente, le nuove procedure per l'istituzione dei distretti rurali e la nuova governance del sistema turistico regionale.

Sulla legge regionale di riordino del sistema turistico regionale c'è stata la convergenza anche di Abruzzo Futuro, la forza di opposizione il cui capogruppo è Mauro di Dalmazio, ex assessore al Turismo della precedente giunta di centrodestra di Gianni Chiodi e in pratica ideatore della nuova governance.

«È il completamento del processo di riorganizzazione complessiva della governance turistica abruzzese che ha portato alla costituzione di tredici Dmc (Destination Management Company) e una Pmc (Product Management Company)», sottolinea Di Dalmazio, «che conta nel settore, in via diretta e indiretta, più di 4.000 operatori. Il riconoscimento delle Dmc e Pmc, per legge», conclude l’ex assessore, «consentirà al sistema turistico abruzzese di essere più competitivo, grazie all'integrazione dei servizi e alla commercializzazione dell'offerta, valorizzando al massimo le peculiarità del territorio abruzzese migliorando il livello dei servizi e dell'offerta».

Soddisfatto il presidente della Terza commissione e primo firmatario della legge, Lorenzo Berardinetti (Regione Facile): «L'obiettivo della nuova legge è di promuovere iniziative che valorizzino i prodotti turistici regionali, nonché favorire processi di aggregazione programmatica, progettuale ed operativa tra attori pubblici e privati coinvolti nel settore turistico. L’individuazione e il riconoscimento delle Dmc ( e delle Pmc , tramite atto normativo, consentirà, sfruttando gli strumenti di innovazione e di internazionalizzazione, di raggiungere una maggiore competitività e appettibilità turistica. Il tutto attraverso la promozione della nostra ricchezza territoriale, storico-ambientale, la valorizzazione dei prodotti artigianali locali».