Via libera al riordino del sistema turistico dell’ex Di Dalmazio
L'AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato, abrogando la disciplina precedente, le nuove procedure per l'istituzione dei distretti rurali e la nuova governance del sistema turistico regionale....
L'AQUILA. Il consiglio regionale ha approvato, abrogando la disciplina precedente, le nuove procedure per l'istituzione dei distretti rurali e la nuova governance del sistema turistico regionale.
Sulla legge regionale di riordino del sistema turistico regionale c'è stata la convergenza anche di Abruzzo Futuro, la forza di opposizione il cui capogruppo è Mauro di Dalmazio, ex assessore al Turismo della precedente giunta di centrodestra di Gianni Chiodi e in pratica ideatore della nuova governance.
«È il completamento del processo di riorganizzazione complessiva della governance turistica abruzzese che ha portato alla costituzione di tredici Dmc (Destination Management Company) e una Pmc (Product Management Company)», sottolinea Di Dalmazio, «che conta nel settore, in via diretta e indiretta, più di 4.000 operatori. Il riconoscimento delle Dmc e Pmc, per legge», conclude l’ex assessore, «consentirà al sistema turistico abruzzese di essere più competitivo, grazie all'integrazione dei servizi e alla commercializzazione dell'offerta, valorizzando al massimo le peculiarità del territorio abruzzese migliorando il livello dei servizi e dell'offerta».
Soddisfatto il presidente della Terza commissione e primo firmatario della legge, Lorenzo Berardinetti (Regione Facile): «L'obiettivo della nuova legge è di promuovere iniziative che valorizzino i prodotti turistici regionali, nonché favorire processi di aggregazione programmatica, progettuale ed operativa tra attori pubblici e privati coinvolti nel settore turistico. L’individuazione e il riconoscimento delle Dmc ( e delle Pmc , tramite atto normativo, consentirà, sfruttando gli strumenti di innovazione e di internazionalizzazione, di raggiungere una maggiore competitività e appettibilità turistica. Il tutto attraverso la promozione della nostra ricchezza territoriale, storico-ambientale, la valorizzazione dei prodotti artigianali locali».

