Vini rosati da uve locali in scena all’Aurum

27 Giugno 2019

Stasera appuntamento con “La Rosa e la Vite” per promuovere il rosé in tutte le sue sfaccettature

PESCARA. Vini rosati o vini rosa? Al di là del modo di chiamarli restano i protagonisti del momento, specialmente in estate, tra eventi, degustazioni e incontri dedicati al mondo di una terza via, fra vini bianchi e vini rossi, che piace in particolare al pubblico femminile e alla clientela più giovane e che prende sempre più piede nelle scelte dei consumatori. Questa sera, dalle ore 18 in poi all’Aurum Suite di Pescara (via d’Avalos 223), va allora in scena “La Rosa e la Vite. Vini rosati da uve locali”, una kermesse organizzata dalla associazione culturale Viva la Vite, interamente dedicata ai vini rosa, italiani e non, purché ottenuti da vitigni autoctoni. Un focus su questi prodotti dello sfaccettato settore vitivinicolo che raccontano di vinificazioni e affinamenti molto diversi fra loro, fra tradizione e tagli contemporanei, capaci di esprimere un microcosmo qualitativamente diversificato all’interno dell’universo enologico. D’altronde il mercato dei vini rosati è in crescita e incontra una consapevolezza sempre maggiore da parte del consumatore sia in Italia che all’estero. L’Italia, così come la Francia, propone una varietà di interpretazioni molto singolare anche se risultano ancora contenute le denominazioni e indicazioni relative a questa tipologia di vini ottenuti da vitigni autoctoni. In questa rassegna ci si rivolge in particolare ai rosati da uve locali, focalizzando l’interesse sulla loro espressione nelle differenti possibilità di vinificazione in bianco della bacca rossa, con l’idea di mappare quanto più possibile le varietà viticole legate a determinati territori che danno vita a precise espressioni produttive in rosa. L’approfondimento della giornata è dedicato proprio al concetto dei «vini rosa», come spiega Giorgio D’Orazio, giornalista enogastronomico che cura l’incontro “Dagli autoctoni ai rosa" con Luigi Cataldi Madonna, storico produttore abruzzese, vicepresidente dell’Istituto Rosautoctono e soprattutto «padre» del concetto di vino rosa: è stato lui infatti a promuovere, con il Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo presieduto da Valentino Di Campli, la recente nascita del citato istituto del vino rosa autoctono italiano che raggruppa sei consorzi del Belpaese, da nord a sud, impegnati nella tutela e valorizzazione del Chiaretto di Bardolino, del Valtènesi Chiaretto, del Cerasuolo d’Abruzzo, del Castel del Monte e Bombino Nero, del Salice Salentino, del Cirò. Sarà poi la volta di Pierluigi Cocchini di SloWine, che farà una panoramica sui rosati in Italia soffermandosi anche sulla guida di Slow Food Editore dedicata ai “100 migliori vini rosa d’Italia”, e di alcuni produttori italiani di rosati che racconteranno la propria esperienza e le prospettive di queste tipologie produttive.
«Questa giornata vuole da un lato valorizzare l’eterogenea dimensione produttiva dei vini rosati, o vini rosa come vengono chiamati da poco tempo a questa parte», spiega Giorgia Brandimarte di Viva la Vite, dall’altra punta punta a far risaltare il ruolo del Cerasuolo d’Abruzzo Doc in questo panorama, un vino con differenti sfaccettature che si fa promotore, attraverso i produttori abruzzesi, del nostro evento, saranno infatti loro ad ospitare idealmente i vitivinicoltori italiani e francesi di vini rosati in questo appuntamento di degustazione, ma anche di mercato e divertimento». Non mancherà allora l’Area Food a cura di “fud. espressioni di gusto” e della musica Iive con la formazione Scena Muta e, va da sé, una nutrita batteria di banchi di degustazione, con 40 cantine per più di 100 etichette di rosati, dalla Francia all’Italia con rappresentanze di Veneto, Puglia, Molise, Marche, Campania e naturalmente molti dei migliori produttori abruzzesi.