Vino, il web è un obbligo se vuoi vendere all’estero

Le strategie per conquistare i mercati esteri discusse nell’evento Web&Wine Colombini: la strategia vincente? Una forte identità e parlare bene del vicino
CHIETI. Saper vendere e soprattutto sapersi vendere. Due strategie fondamentali per il buon andamento aziendale che non possono prescindere dalle opportunità commerciali e comunicative del web. Quelle potenzialità della rete che sono state snocciolate ieri durante "Web&Wine", un evento di formazione organizzato alla Camera di Commercio di Chieti dalla sezione abruzzese del Movimento Turismo del Vino, dedicato a produttori associati e altri addetti ai lavori del settore vinicolo. Un workshop per imparare a sviluppare le attività di marketing, di promozione e di vendita, come ha ricordato Nicola D'Auria, presidente del Mtv Abruzzo. «L'obiettivo è ampliare la nostra attività anche con iniziative sulla formazione» ha spiegato D'Auria «un elemento imprescindibile per la crescita del nostro settore, avvalendoci del supporto di esperti e in questo caso anche di un ospite d'onore come Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino». Ad intervenire sono stati due relatori impegnati in comunicazione e marketing del vino, Fabio Piccoli e Lavinia Furlani, appartenenti allo staff di Wine Meridian. Davanti ad un pubblico di operatori del settore - tante le aziende produttrici presenti, fra le quali Codice Citra, Contesa, Tenuta I Fauri, Monti, Cascina del Colle, Stefania Pepe - gli interventi di Piccoli e Furlani si sono concentrati su alcuni aspetti fondamentali del binomio web and wine, rilevando come il web non possa più essere un'opzione per le aziende, anche nell'ottica dello sviluppo dell'enoturismo: i relatori hanno sottolineato il tema della costruzione dell'identità e della riconoscibilità online, della reputazione di prodotto nel web, riflettendo sugli strumenti che la rete offre e su come utilizzarli al meglio. Una particolare chiave di lettura è stata fornita dalla produttrice toscana Donatella Cinelli Colombini, che dopo aver illustrato le strategie per approcciare i wine sites, fondamentali per l'orientamento del mercato estero, si è soffermata sulla promozione dell'identità territoriale, portando l'esempio concreto della doc Orcia. «La prima cosa che dovete chiedervi è perché un turista dovrebbe venire proprio da voi, in Abruzzo, in azienda» ha detto la fondatrice del Mtv.
«Il tema dell'identità è fondamentale, voi stessi produttori dovete essere più abruzzesi di tutti, raccontare la storia della vostra famiglia, della vostra terra, facendo percepire ai turisti tutto quello che può offrire la vostra doc. E la prima regola è dir bene dei propri colleghi» ha osservato Cinelli Colombini «non perché l'unione fa la forza ma perché quello che premia è la fiducia nel brand del territorio, e la si conquista solo così».
Sul tema dell'unicità territoriale si è espresso anche Roberto Di Vincenzo, neopresidente della Camera di Commercio di Chieti, richiamando l'importanza del mondo del vino abruzzese e del territorio in cui nasce.
«Uno dei temi a cui mi dedicherò con forza nella mia presidenza è quello della Costa dei trabocchi» ha affermato «perché credo che sia la più grande opportunità per il nostro territorio, da trattare con professionalità in un'ottica nazionale, costituendo un gruppo di lavoro e coinvolgendo anche gli operatori del comparto vitivinicolo. Vedo spesso frizioni in questo mondo» ha concluso Di Vincenzo «ma è necessario trovare una modalità unitaria per operare e affermarsi al meglio in contesti internazionali». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

