Vino, la produzione cala di un terzo

Le stime di Coldiretti Abruzzo sulla campagna 2017 «tra le più scarse del dopoguerra». Ma la qualità resta alta
PESCARA. Mancherà sugli scaffali una bottiglia su tre di vino abruzzese rispetto al 2016, ma il vino sarà comunque di ottima qualità. La vendemmia 2017 verrà infatti ricordata per una quantità tra le più scarse del dopoguerra. Ma la qualità fortunatamente è salva. E’ quanto emerge da una indagine di Coldiretti Abruzzo, l’associazione dei produttori presieduda da Domenico Pasetti, mentre sta per concludersi la raccolta annuale dell’uva, caratterizzata da un forte calo di produzione determinato dal bizzarro andamento climatico dovuto a siccità persistente ed importante.
Il risultato è una diminuzione dal 30 per cento al 40 per cento su una produzione media di circa 4.500.000 quintali di uva e 3milioni di ettolitri di vino di cui almeno un milione a denominazione di origine, per un totale di circa 18mila aziende vitivinicole attive (e sempre a più alta specializzazione) su una superficie agricola complessiva di oltre 32mila ettari (di cui circa 3.600 a biologico). Con il calo della produzione, mai come quest’anno a fare la differenza sarà la bravura e la competenza dei viticoltori che hanno saputo intervenire con le irrigazioni di soccorso e con una raccolta anticipata su alcune varietà.
I vitigni più conosciuti e diffusi si confermano anche quest’anno Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano, anche se negli ultimi anni stanno riscuotendo sempre maggiore interesse il Pecorino, la Passerina, il Moscato, la Cocciola e il Montonico. «La vitivinicoltura abruzzese è oggi una realtà importante» dice Coldiretti Abruzzo, «tanto che l’Abruzzo può considerarsi oggi tra le regioni in cui il vino – con particolare riferimento al Montepulciano - ha saputo imporsi fino a diventarne l’immagine di riferimento, con una filiera che costituisce il principale comparto agricolo regionale e una produzione media di vino rappresentata dal 70% di vini rossi e da un restante 30% di bianchi. Una realtà sempre più fiorente anche per i numerosi apprezzamenti che arrivano dall’estero, che si traducono con una crescita delle esportazioni che hanno registrato un aumento dell’8% nel 2016 con un positivo trend confermato anche dai dati relativi ai primi mesi del 2017 e che, a fine anno, potrebbe addirittura migliorare».
L’andamento della produzione abruzzese è naturalmente condiviso dalle altre regioni europee a vocazione vitivinicola. Secondo i dati preliminari presentati dai Paesi membri alla Commissione europea, gelate primaverili e siccità estiva hanno tagliato drasticamente le stime della produzione di vino in tutta l’area Ue. In Italia la riduzione è stimata nel 21% rispetto all'anno scorso, in Francia il 17% e in Spagna il 16%. Una vendemmia così povera non si registrava dall'inizio degli anni '80. «Ad esempio», si legge in una nota della direzione generale agricoltura della Commissione, «la regione spagnola Castilla-la-Mancha, prevede una vendemmia con raccolto inferiore del 19% , mentre in Sicilia si stima un calo del 35%». A livello Ue la vendemmia di quest'anno è prevista a circa 145 milioni di ettolitri, ossia circa 22 milioni di ettolitri in meno dell'anno precedente e pari al -14% e a 5,5 milioni di ettolitri in meno della campagna 2012-2013, che risultò già particolarmente povera. (cr.re.)

