Vuoi amministrare? Scegli l’usato sicuro

Tante riconferme, D’Alfonso lancia la strategia del caciocavallo
PESCARA. Nella giornata di silenzio elettorale, il presidente della regione Luciano D’Alfonso se ne è andato a Rocca Pia dove ha incontrato nel suo laboratorio di formaggi, davanti a una magnifica esposizione di forme di caciocavallo, il sindaco uscente e candidato Mauro Leone.
«Sono col sindaco di Rocca Pia, senza opposizioni, il paese più amato dai funzionari napoleonici», scrive D’Alfonso sul suo profilo Facebook. «Io sostengo a spada tratta la fermezza autentica di Mauro Leone, che presto proporremo come modello di governo. I formaggi sono in vendita legittima e non sono di mia proprietà». Leone ieri è stato rieletto sindaco con 84 voti contro i 42 dello sfidante Antonio Savocchio.
Senza D’Alfonso Leone sarebbe stato rieletto comunque, ma sabato il governatore era là e questo conta. Tra due settimane a Chieti potrebbe ripetersi la stessa scena con il candidato sindaco del centrosinistra Luigi Febo. Ma nella foto, accanto a D’Alfonso, non ci sarà Febo, ma Bruno Di Paolo. Il suo 8,6% potrebbe essere la carta vincente del centrosinistra contro il sindaco uscente Umberto Di Primio. E D’Alfonso, che ottenne l’appoggio di Di Paolo alle regionali, non lascerà cadere la cosa.
Leone e Di Paolo (con D’Alfonso), e i tanti sindaci rieletti, sono rappresentanti illustri dell’usato sicuro in politica, sempre buono in tempi di grandi proteste e scarso impegno. È l’usato sicuro il vero vincitore di questa tornata elettorale in Abruzzo. Per capire invece se c’è un partito vincitore bisognerà aspettare l’esito del ballottaggio a Chieti. Nell’attesa sia il centrosinistra che il centrodestra salgono sul podio più alto. Il centrosinistra, come dice il segretario regionale del Pd Marco Rapino (leggi servizio in basso), fa certamente un passo avanti conquistando Guardiagrele. Ma il centrodestra strappa agli avversari tre comuni come Castel di Sangro, Capistrello e Raiano. E il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano già intesta queste sconfitte al governo regionale D’Alfonso, arrivando a dichiarare che in Abruzzo «il centrodestra è tornato competitivo e vincente». Affermazione temeraria, se a farla è il coordinatore di un partito che a Chieti ha preso l’11,44% (3.198 voti) contro il 29,56% e i 9.570 voti del 2010 (allora si chiamava Pdl). A Chieti si attendeva anche il debutto del movimento “Noi con Salvini”, guidato in Abruzzo da Simone Angelosante. Alla presentazione del movimento nel marzo scorso Angelosante aveva annunciato liste o candidati anche a Guardiagrele e Celano. Sono riusciti a presentarsi solo a Chieti con Antonello D’Aloisio che ha ottenuto un modesto 3,19%, mentre la lista Noi con Salvini un ancora più modesto 2,08%. Di più forse non si poteva pretendere a tre mesi dal debutto, anche perché Di Primio aveva subito provveduto a intestarsi alcune parole d’ordine salviniane chiudendo la città a profughi e immigrati con la famosa occupazione degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista, ex Cappuccini (con lui c’erano anche esponenti di Casa Pound, alleati di Salvini) destinati, si pensava, ma poi la cosa fu smentita, a ospitare 20 profughi.
Interlocutorio per la risicata presenza nella competizione, ma da non sottovalutare, il risultato del Movimento 5 Stelle, che correva in Abruzzo solo in tre comuni: Chieti, Celano e Capistrello. Nel capoluogo teatino il risultato di Ottavio D’Argenio con l’11,08% e 2.538 voti e due seggi probabili è comunque segno di buona salute per il movimento di Grillo che in questi mesi ha patito il debutto in Regione perdendo già uno dei sei consiglieri (Leandro Bracco).
I grillini hanno sfiorato un seggio anche a Celano con Alessandro Ricci (9,85% e 677 voti) e a Capistrello hanno incassato ben 359 voti. Non si sbaglia dicendo che la corsa in Abruzzo dei “cittadini grillini” è destinata a continuare.
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