Words of Wine 2018 racconta l’Abruzzo

Identità, strategia e territorio al Premio giornalistico internazionale del Consorzio di tutela dei vini
PESCARA . Identità, vocazione, coraggio nel raccogliere sfide importanti per far conoscere sempre più il nome dell’Abruzzo nel mondo. E ancora, consigli agli operatori del settore, in una regione che - ed è stato il denominatore comune degli interventi dei relatori di Words of Wine 2018 - deve credere più in se stessa e affrontare, con i nuovi media e le nuove strategie di comunicazione, la promozione del territorio. Perché, fra vino, paesaggio e tradizione, l’Abruzzo ha davvero tanto da dire.
Si è discusso di questo durante il premio giornalistico internazionale, giunto alla quinta edizione, organizzato dal Consorzio di Tutela Vini d’Abruzzo al museo delle Genti d’Abruzzo di Pescara. Un racconto condiviso e capace di penetrare l’attenzione dei consumatori, che è stato al centro di un programma diviso in due momenti. Il primo, dal titolo “Vino e nuovi media: come cambia la comunicazione”, ha visto susseguirsi gli interventi di Antonio Tomacelli di Intravino.it, Umberto Gambino del Tg2 Rai, Stevie Kim, managing director Vinitaly International, Aileem Lee, direttore internazionale Beijing Yunjiu Media Co., e della blogger Sandra Crittenden. Alla seconda tavola rotonda, “Raccontare il territorio: buone pratiche per una narrazione efficace”, hanno partecipato invece il direttore di Le Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa, la corrispondente per l’Italia del Die Welt Constanze Reuscher, Sandro Capitani, voce di Radio Rai 1, Michael Fagan (wine educator), George Brown (College Toronto), il giornalista di Forbes, Tom Mullen e Alexander Peartree di Wine Enthusiast. «Tutti i relatori hanno lasciato emergere un dato, come oggi l’Abruzzo possa considerarsi una delle maggiori realtà enoiche internazionali», commenta il presidente del consorzio Valentino Di Campli, «e di questo dobbiamo ringraziare anche gli operatori della comunicazione e della stampa, che ci hanno aiutato ogni giorno ad affermarci nell’immaginario comune come una realtà consolidata. Abbiamo infatti concluso la prima parte del programma dedicato ai 50 anni della Doc Montepulciano d’Abruzzo, iniziato a gennaio a Milano e proseguito a Roma, al ProWein e al Vinitaly, con l’assegnazione di quello che è il nostro riconoscimento al loro prezioso lavoro». Dopo aver vagliato un centinaio di lavori, il Comitato tecnico ha assegnato il premio per la stampa periodica a Emanuele Gobbi della rivista Spirito di Vino, quello per la stampa quotidiana a Davide Eusebi de Il Resto del Carlino, quello per la stampa online a Tom Muller di Forbes e il premio per la stampa indipendente al giornalista Giorgio D’Orazio che si occupa di cultura ed enogastronomia per Le Guide di Repubblica, Il Centro e altre testate italiane. Due, infine, i premi ad honorem: a Stevie Kim per l’importante lavoro svolto nel mondo per la promozione del vino italiano, e a Dino Pepe, assessore alle politiche agricole della Regione Abruzzo.

