È abruzzese il nuovo testimonial dell’Airc
Davide Petrella, 27 anni di Vasto, vive a Milano. Ha perso i genitori per un tumore. Ora fa il volontario
MILANO . Davide Petrella ha 27 anni, una laurea magistrale in Fisica e un Master in Finanza quantitativa.
È di Vasto, ma vive a Milano dove lavora in una società di gestione del risparmio. Aveva 10 anni quando ha perso il papà per colpa di un tumore, e 22 quando anche la mamma è morta per la stessa malattia. Oggi Davide, dopo tanti anni di volontariato, oltre all’impegno ha deciso anche di metterci la faccia, diventando il volto della campagna 2019 per la raccolta fondi. E in questa veste, è stato anche ricevuto dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. In questi giorni il suo volto sorridente è sulla locandina delle Arance della Salute. Davide è riuscito a trasformare il dolore in qualcosa di positivo: il volontariato. «È stato inevitabile», racconta.
«Non potevo stare con le mani in mano. Queste tragedie mi hanno fatto crescere all’improvviso: nel primo caso ero più piccolo, quasi più incosciente, mentre quando è mancata mia madre dovevo finire l’università, trovarmi un lavoro, e io e mio fratello Marco eravamo soli. Il dolore è stato totalizzante, come una diga che poteva far crollare tutto il resto, sembravo quasi paralizzato. Rendermi utile, allora, mi ha fatto sentire vivo, protagonista. Ho iniziato proprio nel 2014 con la raccolta fondi per l’azalea e non ho più smesso. E lo faccio ancora perché singolo sforzo significa davvero una vita salvata da cure innovative». Questa volta, poi, l’impegno è elevato all’ennesima potenza, visto che Davide ha deciso di metterci la faccia.
Vedersi sulla locandina fa un certo effetto, come essere ricevuto al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dei Giorni della Ricerca.
«In università mi sono occupato anch’io di questo settore e ho toccato con mano la cronica mancanza di fondi. Airc è un’isola felice, che punta su eccellenza, trasparenza e una prospettiva a lungo periodo. Durante quei momenti conosco l’Italia migliore, quella generosa. È bello anche vedere come il cancro ormai non sia più un tabù e anche grazie a queste iniziative se ne parli sempre di più, dando coraggio a chi lo sta affrontando in prima persona». Davide lancia anche un messaggio ai suoi coetanei, quelli che lui stesso coinvolge nelle varie iniziative targate Airc.
«Diventare volontario è semplice: può bastare una mail al comitato più vicino per dare il via a un’esperienza impagabile. Si viene subito coinvolti, l’atmosfera è vivace, ti galvanizza: durante le giornate clou il via vai è frenetico, dà adrenalina e quando, alla sera, si fanno i conti e si verificano i fondi raccolti, l’adrenalina si trasforma in autentica euforia perché si ha davvero la consapevolezza di aver raggiunto un traguardo utile, concreto e importante. Quella contro il cancro oggi, è la battaglia con la B maiuscola, la più forte in cui impegnarsi, anche perché grazie alla ricerca si può sconfiggere la malattia. Ogni arancia distribuita è un mezzo: il mezzo per evitare che altri ragazzi si trovino a vivere la nostra esperienza. È un investimento che ci permetterà di lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato».(a.bag.)

