Alla Camera si vota l'abolizione dei vitalizi, entro domani l'approvazione

Pd, Cinque Stelle e Sinistra Italiana pronti a votare la proposta di legge Richetti, critiche da Forza Italia e Fratelli d'Italia: «Una truffa della sinistra»
ROMA. «Questa proposta di legge nasce da molto lontano, io non ero nemmeno in questo parlamento, il Pd non è interessato alle bandierine, questo non è un attacco alla democrazia». È quanto spiega Matteo Richetti, deputato del Pd e relatore della proposta di legge sui vitalizi, in discussione alla Camera. Intervenendo in aula il realtore precisa che «i parlamentari del Pd che voteranno questa proposta non sono eterocomandati da Renzi: non ci si racconti una storia non vera, quella di chi si presenta con questo provvedimento con una tempistica elettorale o cedendo all’anticasta». Voteranno a favore del provvedimento anche i parlamentari del M5S che per bocca del deputato Danilo Toninelli spiegano che «questa legge dà un’iniezione di fiducia, necessaria per mandare la gente a votare, se siamo qua è grazie al M5S: questa proposta si scrive Richetti ma si legge Lombardi, si scrive Pd ma si legge M5S, questa proposta è in aula in quota M5S», chiarendo che «noi questa proposta la votiamo, anche se non è perfetta. Spero che tutto vada bene, non peggiorate questa proposta perchè noi non la voteremo». Altro sì alla proposta di legge sui vitalizi arriva da Sinistra Italiana: «Il gruppo di Sinistra Italiana-Possibile è a favore dell’abolizione dei vitalizi e del loro ricalcolo con il sistema contributivo. Se la proposta di legge Richetti terrà fermi questi punti, voteremo a favore - ha detto il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana-Possibile Giulio Marcon -. Siamo inoltre convinti che bisogna non solo rivedere la previdenza dei parlamentari, ma di tutti i lavoratori». Per la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni «l’abolizione dei vitalizi è una truffa della sinistra. Dichiarato inammissibile e "lesivo dell’autonomia" l’emendamento di Fratelli d’Italia per chiedere alla Banca d’Italia, alla Corte Costituzionale e alla Presidenza della Repubblica di adeguare i loro ordinamenti alla legge sull’abolizione dei vitalizi. In pratica la sinistra dice che in Italia ci sono privilegi che il Parlamento non può toccare». Le critiche più aspre arrivano dalle file di Forza Italia: «Quando diciamo che la irretroattività è un valore da difendere lo diciamo a ragion veduta, perchè con una disinvoltura e un’arroganza senza pari, con un’operazione di macelleria sociale, si stanno mettendo a rischio venti milioni di pensionati - ha spiegato Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia -. È evidente quello che accadrà: ciò che oggi verrà applicato ai parlamentari domani si applicherà con uno schiocco di dita ai pensionati. Insomma, siamo in presenza di un provvedimento pericoloso e barbaro sul piano costituzionale». Il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, ha seguito i lavori dalla tribuna dell'aula. Il provvedimento sui vitalizi dovrebbe essere licenziato dall’aula di Montecitorio domani.
COSA CAMBIA. Approvato il pdl l'assegno che arriva a fine mandato sarà più light e, anche se solo dalla prossima Legislatura, scatterà più tardi. A fissare le nuove regole che equiparano i parlamentari ai dipendenti pubblici è una proposta, a prima firma del deputato Pd Matteo Richetti, che sta per incassare l'ok della Camera e che stabilisce per legge quanto in parte già previsto dai regolamenti di Montecitorio e Palazzo Madama. Le novità principali sono due: la stretta toccherà anche gli ex parlamentari, decisione oggetto di grandi polemiche, e gli assegni in futuro non arriveranno al compimento dei 65 anni ma più in avanti, in linea con i paletti della riforma Fornero. Secondo i calcoli del M5S, che ha conteso la paternità del ddl ai Dem, finora i vitalizi per chi è stato eletto ma non è più in carica sono costati 215 milioni di euro e hanno riguardato 2600 parlamentari. Il giro di vite riguarda poi anche le Regioni, che se non si adegueranno - è un'altra delle novità più recenti - vedranno le voci destinate ai vitalizi per i consiglieri regionali tagliate del 50%. Tornando in Parlamento, a differenza di quanto previsto in commissione, l'erogazione dei vitalizi resterà in capo a Camera e Senato e non passerà dunque all'Inps. La versione iniziale prevedeva infatti l'istituzione di una gestione separata ma la misura è incappata nei rilievi della commissione Bilancio così da obbligare il Parlamento ad una marcia indietro. Peccato, fa sapere il presidente dell'Istituto Tito Boeri, che «non ci abbiano sentito. Data l'esiguità del numero di trattamenti che dovrebbero far parte di questa gestione, l'Inps potrebbe assicurarne la gestione ad un prezzo anche simbolico, tipo un centesimo per vitalizio».

