Adesso tir e trattori scioperano in Toscana

Da lunedì a sabato sono attese le manifestazioni al casello della Valdichiana.
La denuncia: chi lavora nei campi continua a vedere i propri prodotti pagati poco
Protesta e blocchi si spostano in Toscana. Da lunedì fino a sabato agricoltori e autotrasportatori, uniti contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di produzione, manifesteranno con tir e trattori davanti al casello della Valdichiana dell'autostrada A1, nell’Aretino.
«Il caro gasolio è la ciliegina sulla torta di una situazione ormai insostenibile. Da anni denunciamo problemi che continuano a rimanere irrisolti: tante parole, ma pochi fatti», sottolinea Fabio Iacomini, esponente del movimento agricolo, in vista della mobilitazione. «Siamo al fianco degli autotrasportatori, perché condividiamo le stesse difficoltà», aggiunge. «I costi aumentano, mentre chi lavora nei campi continua a vedere i propri prodotti pagati troppo poco. Sono problemi che denunciamo da tempo e che, nonostante le proteste degli anni passati, non hanno trovato risposte adeguate». Di qui le inevitabili tensioni delle ultime settimane, quando dalle regioni del Sud gli autotrasportatori hanno cominciato a far sentire la propria voce. Un grido d’aiuto che ha coinvolto più categorie, e che ricade inevitabilmente sulla quotidianità di tutti i poli produttivi del Paese.
E adesso anche in Toscana al centro della protesta c’è la richiesta di «interventi concreti per contenere il costo del carburante, garantire una remunerazione equa dei prodotti agricoli e consentire alle imprese di continuare a lavorare senza essere schiacciate dall'aumento delle spese».
Poi Iacomini continua: «Non possiamo continuare a lavorare in perdita e aspettare promesse che non si trasformano in fatti. Vogliamo vivere del nostro lavoro e chiediamo risposte concrete».
E intanto si intravedono i primi effetti sulla filiera alimentare. Sotto osservazione, dopo le forniture provenienti dal Sud Italia, il mercato di Fondi (nel Lazio), snodo strategico per gli approvvigionamenti diretti verso la Toscana e il Mercafir di Firenze.
A Pistoia, al mercato ortofrutticolo, cominciano a scarseggiare prodotti, come pomodorini e uva. Se i blocchi dovessero proseguire, mancheranno anche arance e mandarini. Per adesso supermercati e negozi riescono a reggere, grazie alle scorte e alle produzioni locali. Dalla Valdichiana alla Valtiberina, l'agricoltura toscana ha finora contribuito a tamponare le mancate consegne provenienti dal Sud.
Ma dall'Aretino arriva un secondo allarme: oltre ai problemi della logistica, pesano i rincari di carburanti, energia e fertilizzanti. Le associazioni agricole avvertono che «sempre più aziende rischiano di ridurre le semine o lasciare terreni incolti».

