Quei finanziamenti incestuosi dati da Netanyahu ad Hamas

Negli anni ‘80 l’organizzazione palestinese si occupava di educazione e assistenza alla popolazione. Poi Tel Aviv decise: «Diamogli libertà di movimento così indeboliamo l’Olp di Yasser Arafat»
Come sappiamo Israele è uno Stato nuovo, basato su antiche favole e realtà incerte, e forse non deve sorprendere se da anni si serve di tattiche di sopravvivenza radicate nel passato. Divide et impera, è locuzione latina secondo cui un’autorità può efficacemente controllare e governare un popolo dividendolo in più parti, provocando rivalità e fomentando discordie al suo interno.
La storia di Hamas è il caso più eclatante. Fu creata a Gaza (uno dei tanti bottini di Israele nella sua guerra di fondazione), come costola dei Fratelli musulmani egiziani.
All’inizio, negli anni ‘80 si occupava di educazione e assistenza sanitaria e spirituale alla popolazione della striscia (una volta parte dell’Egitto). Il governo israeliano osservava e poi: «Diamo loro libertà di movimento – dissero i servizi segreti di Tel Aviv – così indeboliamo l’Olp di Yasser Arafat».
Fu un disastro per l’OLP e per il debole e incerto leader del movimento laico dei palestinesi. E fu un disastro per la popolazione israeliana. Osservavo, da Gerusalemme e dintorni, l’ondata di terrore voluta da Hamas e dai suoi alleati di incerta fede islamica con una violenza inaudita. Una campagna soprattutto contro la popolazione civile ebraica. Israele era obbligata a stringere la morsa sui palestinesi. L’Olp di Arafat guardava, cercava di mantenere le distanze da Hamas e perdeva credibilità nei confronti del suo elettorato, dei suoi sostenitori.
Gli accordi di Oslo avrebbero dovuto-potuto riportarlo in primo piano e invece l’ex generale Sharon, allora al governo, restituì la striscia di Gaza non al leader storico ma ad Hamas. Uno smacco in faccia al leader dell’OLP.
Dividi e impera. Fu Netanyahu a portare avanti il progetto in modo quasi scientifico. Ogni volta che Hamas sfidava militarmente Israele, riempì l’organizzazione terroristica con milioni di dollari e i mezzi per costruire quella massiccia rete di tunnel e quell’arsenale con cui ha scatenato l’orrendo massacro di israeliani ebrei di quasi quattro anni. Benjamin Netanyahu, premier israeliano, ha riempito Hamas di milioni di dollari.
Il resto è storia. Il popolo palestinese è diviso, quasi distrutto; e anche il popolo ebraico israeliano è a pezzi, diviso e allineato, se non con Bibi, il premier più longevo di Israele, con la sua idea di sempre, mai nascosta: Non ci sarà mai uno stato palestinese a Gerusalemme e dintorni.


