Salvini: «Andrò dai Trevallion, questa è violenza istituzionale»

Le reazioni della politica dopo gli ultimi sviluppi. Non solo il ministro dei trasporti: ecco le dichiarazioni rilasciate dai vari esponenti sulla vicenda della famiglia nel bosco
VASTO. «In questi mesi le abbiamo provate tutte per la famiglia del bosco: ricorsi, ispezioni ministeriali, petizioni e appelli. Ma le cose vanno sempre peggio. Che cosa rimane da fare? Andarci. La prossima settimana sarò lì». Dopo l’ordinanza del tribunale per i minorenni dell’Aquila di allontanare Catherine Birmngham dalla casa famiglia di Vasto e trasferire i tre figli in un’altra struttura, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, nonché leader della Lega, Matteo Salvini, non ha più alcun dubbio: è necessario recarsi a Vasto per un confronto diretto – ma «determinato» – con «assistenti sociali, psicologi e giudici minorili». L’obiettivo dichiarato è uno solo: riportare i bambini a casa e ricomporre il nucleo familiare. «Mi sembra che quei tre bimbi che hanno vissuto per anni felici siano alla disperazione. Andrò personalmente con degli avvocati per incontrare chi gestisce la casa famiglia, è una violenza istituzionale».
La presa di posizione del ministro arriva il giorno dopo quella del presidente del consiglio Giorgia Meloni, che in un lungo post sui social ha attaccato apertamente la decisione dei giudici: «La magistratura ha dimenticato i suoi limiti. Non è compito della giustizia, e dello Stato in generale, sostituirsi ai genitori, decidere come vadano educati i figli, imporre uno stile di vita fondato su standard che sono chiaramente ideologici». Mentre la ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella ha detto: «Separare i bambini dai genitori è una misura estrema, l’allontanamento va sospeso».
A intervenire è anche il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano, che durante un incontro sul referendum a Lecce ha collegato il caso al dibattito sulla riforma della magistratura: «La fiducia, che è la componente essenziale della funzionalità di ogni istituzione, deriva anche dalla percezione di ciò che accade. E se ci sono episodi così discordanti, significa che ognuno va per conto suo. E ognuno va per conto suo perché ha la certezza dell’impunità, che deriva dalla sottoscrizione di quel contratto di assicurazione che è l’iscrizione a una corrente. Allora la riforma serve a lacerare questo contratto di assicurazione». Sulla vicenda interviene anche la deputata della Lega ed ex magistrato Simonetta Matone, che, durante una manifestazione per il Sì al referendum sulla giustizia a Chieti, ha parlato di un precedente grave: «Mi auguro che gli avvocati della famiglia abbiano già impugnato il provvedimento, unico mezzo, in questa fase, per impedire gli effetti nefasti di una decisione affrettata».
Critiche anche dal presidente della commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza, Michela Vittoria Brambilla: «Questa ordinanza va sospesa. La decisione di separare madre e bambini colpisce una famiglia già devastata dai provvedimenti giudiziari. Non c’era ragione di allontanare dalla loro casa i piccoli, le criticità rilevate potevano essere affrontate in altro modo. Ora la situazione si è incancrenita, ma occorre essere chiari: il tribunale non può superare i propri limiti, ignorando il dolore e le grida di tre innocenti che hanno già sofferto fin troppo e che rischiano di essere segnati per sempre. Ci ripensino e restituiscano subito i figli ai genitori». Sulla stessa linea anche la senatrice di Fratelli d’Italia, Domenica Spinelli: «Mi sembra davvero un film dell’orrore, a scapito di tre poveri innocenti che sono stati staccati violentemente prima dal padre, ora anche dalla madre. L’Italia tutta si stringe intorno alla famiglia. È una vera vergogna per chi, invece di tutelare, disgrega in maniera disumana la famiglia».
Infine interviene anche Emanuele Pozzolo (Fn), da Verbania durante la presentazione del comitato costituente del partito Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: «Uno Stato che entra dentro una famiglia unita e la divide in nome di un presunto bene dei bambini è qualcosa che deve inquietare tutti. Lo Stato faccia lo Stato, metta giù le mani dai bambini e dalle famiglie». E aggiunge: «Ognuno potrà vivere un po’ dove vuole. Questi bambini non hanno subito violenza, non sono stati accertati comportamenti lesivi della loro integrità fisica o psichica. Dopo 100 giorni di questa situazione drammatica lo Stato ha allontanato la madre dai tre bambini. È inaccettabile, faremo una grande battaglia su questo».
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