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29 aprile

29 Aprile 2026

Oggi, ma nel 2008, a Milano, nella casa di riposo per musicisti intitolata alla memoria di Giuseppe Verdi, si spegneva per complicazioni legate all'Alzheimer, ad 86 anni, il cantautore Ernesto Bonino, d'origine torinese, che dal 1986 era rimasto senza voce a causa di un’operazione chirurgica alle corde vocali. Dal ’52 al ’58 aveva vissuto negli States coronando il sogno a stelle e strisce come jazzista e girando in lungo e in largo per gli Usa, ma soprattutto dando spettacolo nei blasonati club di New York, Chicago e Miami, dove era approdato dopo la brillante tournée internazionale del 1947 che aveva toccato anche Argentina, Brasile, Cile, Perù, Cuba, Messico, Venezuela, in sodalizio con Tina De Mola.

Con “Gondolì Gondolà”, pezzo con arrangiamento musicale di Renato Carosone e testo di “Nisa”, ossia Nicola Salerno, s’era piazzato al terzo posto nel 12° Festival di Sanremo il 18 febbraio 1962. Era stato il punto più alto del suo percorso artistico. Poi era sparito dai riflettori. Sopravvivendo, dalla fine del 2000, grazie al vitalizio statale passato dalla legge Bacchelli. Dal 23 aprile 2003 era entrato come ospite della rinomata struttura di piazza Michelangelo Buonarroti aperta il 10 ottobre 1892. “Gondolì Gondolà” era diventato un classico del repertorio tradizionale della musica leggera anni Sessanta del Belpaese. Era stato intonato anche da altri interpreti di pregio della canzone tricolore come Tonina Torrielli, Maria Rampin, Willy Alberti, Lucia Altieri, Sergio Bruni e Luciano Tajoli.

E poi Charles “Pat” Boone negli Stati uniti d’America, Edith “Ditta” Einzinger nata Zuser alias “Lolita” in Austria, Juan Aznar Roche in Spagna, Marcel Amont in Francia e Caterina Valente in Olanda. Sempre con grande riscontro di gradimento da parte degli ascoltatori. Bonino (nella foto, particolare, immortalato insieme a Gianni Morandi nella puntata del 28 giugno ’69 della trasmissione "Dicono di lei", condotta da Enzo Biagi, sul Programma nazionale Rai, dall’archivio Photovintagefrance di Arnaville per AbeBooks) aveva debuttato, nel capoluogo piemontese, in radio all’Eiar, l’emittente di Stato, il 5 gennaio 1941, con la traccia “Tango argentino”, grazie all’interessamento di Carlo Prato che aveva già lanciato il Trio Lescano, composto dalle tre sorelle di origine ungaro-olandesi dell’Aia Alexandrina, Judik e Catherine Leschan.

E poi con il repertorio composto da pezzi come “Se fossi milionario”, “Musica maestro”, “Il giovanotto matto”, “Ti comprerò l’armonica” non solo s’era fatto apprezzare, ma s’era addirittura conquistato al microfono, grazie alla voce pulita e allo stile disinvolto, il soprannome di “Mister Swing” in un’Italia che aveva tanto bisogno di ritmo sincopato.