Adele, vittima a 16 anni dell'ecstasy: arrestato il fidanzato

29 Luglio 2017

Tragedia dopo un festino, la ragazza è arrivata in coma all'ospedale ed è morta 40 minuti dopo. Denunciato il pusher che ha venduto la metanfetamina: è minorenne

GENOVA. Una ragazza di 16 anni di Chiavari (Genova), Adele De Vincenzi, è morta la scorsa notte per un arresto cardiaco provocato dall'assunzione di Mdma, la potente metanfetamina chiamata anche "ecstasy". La giovane aveva passato la serata in un "festino" con alcuni amici, due maggiorenni e due minorenni, in un appartamento nel quartiere San Martino. Poi è uscita con i ragazzi per proseguire la serata in centro, ma arrivata nella zona della stazione ferroviaria di Brignole si è sentita male. La ragazzina è stata portata all'ospedale Galliera dove è morta 40 minuti dopo il suo arrivo. La squadra mobile di Genova, che dopo il referto medico ha immediatamente avviato le indagini, ha arrestato i due ragazzi maggiorenni - il fidanzato e un amico - che erano in compagnia della ragazza. Secondo gli investigatori sono stati loro a cedere la droga alla ragazza. Lo stupefacente era stato acquistato da un minorenne italiano che la polizia ha identificato e denunciato.

«È arrivata al pronto soccorso in coma profondo, abbiamo avviato subito la rianimazione, siamo andati avanti per quasi un'ora, ma non si è mai ripresa». Così Paolo Cremonesi, direttore del pronto soccorso dell'ospedale Galliera racconta l'arrivo della ragazzina in ospedale. Poi Cremonesi lancia un appello: «Bisogna far capire ai giovani che non esistono droghe pesanti e leggere. Gli stupefacenti sono tutti potenzialmente pericolosi. Bisogna tenere alta la guardia anche perché negli ultimi tempi i casi sono aumentati. Tre settimane fa è arrivata qui una ragazza in coma dopo un rave a Oregina ma in quel caso siamo riusciti a salvarla. Bisogna parlare ai ragazzi: devono farlo le famiglie ma anche le istituzioni per fare prevenzione e anche informazione sulla pericolosità delle droghe».

«Non è possibile». Queste le poche parole che il papà di Adele De Vincenzi è riuscito a dire all'ospedale dove si trova il corpo della figlia, prima di sentirsi male. L'uomo poi è tornato nella sua casa a Chiavari dove vive con il figlio. Un anno fa la giovane aveva perso la mamma. Nella sua pagina Fb aveva postato una foto della madre e la frase: «Ridammi solo un giorno per stare con te per capire che bello c'è oltre a questo. E capire che senza di te, mamma, non è più lo stesso». 

«Purtroppo sta diventando un'abitudine sempre più frequente anche tra i ragazzini incensurati usare droghe o alcol per "provare un brivido" nel fine settimana. Un'abitudine sempre più pericolosa. Lo ha detto il capo della squadra mobile di Genova, Marco Calì, che indaga sulla morte di Adele. Le indagini sono coordinate dal pm Michele Stagno e dalla collega del tribunale dei minori Maura Macciò, e dopo l'arresto del fidanzato e la denuncia dello spacciatore mirano a identificare il grossista che ha rifornito il pusher minorenne.

ECSTASY: E' EMERGENZA GIOVANISSIMI. Continua a incombere soprattutto sui più giovani lo spettro delle droghe, ma quelle che più generano allarme sono le cosiddette "nuove sostanze", a cominciare da quelle ormai di moda a base di metanfetamine, come l'Ectsasy, che ha stroncato a Genova la vita di una sedicenne. I dati europei hanno evidenziato nel 2015, sul fronte complessivo delle sostanze stupefacenti, poco meno di 8.500 decessi, segnando un incremento per il terzo anno di fila. Che tuttavia, a detta dell'Osservatorio europeo sulle droghe, sono stati provocati in maniera consistente da overdose da eroina o di altri oppioidi (+6% sul 2014). Tornando al nostro Paese emerge che il 19% dei ragazzi italiani, quindi 1 su 5, ha fatto uso di cannabis e suoi derivati nel corso dell'ultimo anno, percentuale inferiore solo a quello della Francia (22,1%). Ma a destare allarme è l'uso sempre più intenso tra i più giovani delle cosiddette nuove droghe. Nel 2015, a stare alla Relazione al Parlamento sulle dipendenze, 155mila persone con età compresa tra i 15 e i 34 anni avrebbero fatto uso di sostanze stimolanti, reperita con estrema facilità discoteca, in manifestazioni giovanili o da uno spacciatore. Ma ad essere utilizzato è anche il cosiddetto 'deep web', grazie alla possibilità di poter occultare le identità di acquirenti e venditori, con transazioni spesso operate in Bitcoin e Litecoin. Secondo uno studio dello European school survey project on alcohol and other drugs (Espad), condotto annualmente dall'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr e diffuso dalla comunità di San Patrignano, nel 2015 il 34% degli studenti ha utilizzato almeno una sostanza psicoattiva illegale nel corso della sua vita e circa il 27% durante l'ultimo anno. Diversamente dall'inizio del boom dell'ecstasy, fine anni '90, negli ultimi anni si è assistito a una diversa modalità di assunzione da parte dei giovani. Ora l'ecstasy, o il Mdma, viene preso in concentrazioni 7 o 8 volte maggiori, diluito in un liquido da assumere nel corso di tutta la notte. Fino a qualche anno fa veniva assunta una sola pasticca, pari a circa 100-125 milligrammi, che tuttavia provocava un effetto circoscritto nel tempo. Proprio questo ne ha affossato i consumi, che però sono tornati a impennarsi con l'aumento del grado di concentrazione. E ovviamente, ha evidenziato l'Osservatorio alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità, una dose maggiore risulta essere anche più tossica e può essere subito letale. Non a caso il 90% dei decessi tra i giovani ha coinciso con la prima assunzione della sostanza. Più contenuto infine il fenomeno delle "smart drugs", sostanze che in qualche caso non sono ancora state proibite e che spesso e volentieri vengono "testate" direttamente sul mercato.