Berlusconi in campo: «Mi sento 40 anni». E candida Gallitelli

Il generale dei carabinieri sarebbe un possibile premier se il Cavaliere restasse incandidabile. «Il prossimo governo avrà 12 ministri della società civile»
MILANO. Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. Esattamente come nel '94 anche se stavolta il «pericolo» che vuole scongiurare non è quello comunista ma dei 5 stelle che «non hanno né arte né parte» e si fanno guidare da «un vecchio comico e da un esperto di comunicazione». E' un pieno ritorno in campo quello del leader azzurro che, ospite da Fabio Fazio, si definisce un candidato «del presente» pensa ancora a sè stesso come possibile candidato premier ma, se lasentenza di Strasburgo non arrivasse o fosse negativa, lancia un nome inedito come frontman per Palazzo Chigi del centrodestra unito: «il generale Leonardo Gallitelli, uno dei migliori vertici del Corpo dei Carabinieri». Nello stesso giorno in cui Matteo Renzi ha chiuso la Leopolda, Berlusconi è salito sul palco di IdeeItalia, la cosiddetta contro Leopolda di Forza Italia, organizzata a Milano da Paolo Romani e Mariastella Gelmini.
«Non avevo presente la contemporaneità. La Leopolda ha chiamato i giovani, che sono una parte dell'Italia che non vede il futuro e su cui dobbiamo intervenire ma noi abbiamo sentito tutta Italia» ha rivendicato all'inizio di un intervento fiume durato quasi quanto una partita di calcio, in cui ha recitato Dante, fatto battute e ripetuto le sue proposte, dalla flat tax all'abolizione del bollo sulla prima auto. Poco però è lo spazio che ha dedicato alla sinistra che non considera più una possibile alternativa di governo perché «parlano solo dei conflitti fra di loro». Adesso il rischio è che vincano i 5 stelle. Certo il loro candidato premier Luigi Di Maio «ha un faccino pulito» ma in passato «si è iscritto a legge ed ha fallito, si è iscritto a ingegneria e ha fallito. L'unico lavoro che ha fatto è stato lo steward al San Paolo per vedere gratis le partite del Napoli» e l'87% dei parlamentari M5S, ha ammonito, non ha mai presentato una denuncia dei redditi, quindi non ha mai lavorato. «Sono loro - ha aggiunto il leader azzurro -i veri professionisti della politica. Via dal Parlamento non saprebbero come campare». Parole alle quali ha replicato seccamente Luigi Di Maio, in tour a Milano. «Berlusconi ci attacchi pure ma la sua rivoluzione liberale ha fallito. Sta facendo con noi quello che faceva la sinistra con lui, perdendo sempre», ha spiegato il frontman M5S citando alcuni punti del programma «liberale» pentastellato: via le tasse sulla case, via la tassa di successione e una misura choc per imprese e riduzione del costo di lavoro. Berlusconi, invece, ha preparato un programma che metterà a punto in un incontro «prossimo» con i suoi due alleati Lega e Fratelli d'Italia. Non saranno però gli unici perché - ha spiegato - il centrodestra avrà una «quarta gamba» formata già adesso da «una decina di piccoli partiti». Il ruolo principale sarà comunque di imprenditori e professionisti. Nel governo che immagina, il Cavaliere vede 20 ministri, 12 «superprotagonisti» della società civile e 8 politici. Tre di FI, tre della Lega e due di FdI anche se bisognerà «fare spazio alla quarta componente del futuro centrodestra». E non ci sarà bisogno di sancire un patto «anti inciucio» davanti a un notaio, come aveva proposto il segretario della Lega Matteo Salvini, perché dal notaio si va «quando non ci si fida» e Carroccio e Fratelli d'Italia «sono alleati, non concorrenti», ha sottolineato. Berlusconi è pronto a impegnarsi nella campagna elettorale in prima persona. Da gennaio visiterà tutte e venti le Regioni italiane. «Da quando sono sceso in campo - ha ricordato - mi hanno dato oltre 200 milioni di voti».

