Diamanti in zone guerra 1% del mercato

2 Marzo 2019

Nel 2003 era il 15%. Onu rinnova impegno per Kimberley Process

(ANSA) - ROMA, 2 MAR - Sempre meno 'diamanti di sangue' e sempre più 'diamanti di pace'. E' questo il successo ottenuto dal Kimberley Process, l'accordo di certificazione che contrasta la vendita di diamanti provenienti da zone di guerra e garantisce che i profitti del commercio delle pietre preziose non vengano usati per finanziare conflitti civili. Dal 2003 ad oggi la percentuale di 'diamanti della guerra' nel mercato mondiale è passata dal 15% all'1%. Il Kimberley Process in molti Paesi ha fatto la differenza tra la vita e la morte, tra la guerra e la pace. L'Onu, nel corso di una riunione dell'Assemblea generale, ha voluto riaffermare il suo fermo e costante appoggio all'accordo, messo a punto con lo sforzo congiunto dei governi di numerosi paesi, di multinazionali produttrici di diamanti, e della società civile.