Eresie, monsignor Forte: attacco strumentale al pontificato di Bergoglio

L'arcivescovo di Chieti-Vasto: "Molto grave aver frainteso lo spirito profondo delle intenzioni di Francesco"
ROMA. «Amoris Laetitia chiede che lo spirito di misericordia si eserciti verso tutti. Aver frainteso lo spirito profondo delle intenzioni di Papa Francesco è molto grave, perché è evidente che c'è una intenzione strumentale di attacco al Pontificato di Bergoglio usando Amoris Laetitia come pretesto forzoso per cercare errori dottrinali che non ci sono, allo scopo di voler screditare tutto il magistero di Papa Francesco». È quanto risponde l'arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, ex segretario speciale del duplice Sinodo dei vescovi sulla famiglia, ai promotori della Correctio Filialis con le sette accuse di eresia a papa Francesco sulla sua esortazione apostolica Amoris Laetitia. «È una operazione che non può essere propria di chi ama la Chiesa - sostiene mons. Forte sul sito della Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana (Ceam) -, di chi è fedele al successore di Pietro nel quale riconosce il pastore che il Signore ha dato alla Chiesa come guida della comunione universale». «La fedeltà va sempre rivolta al Dio vivente, che oggi parla nella Chiesa attraverso il Papa, segno dello spirito dei tempi - aggiunge -. Chi invece si pone in una posizione di conservatorismo pregiudiziale, si chiude ai segni dei tempi per definizione. Tutti i sette presunti capi d'imputazione fraintendono la necessità di verità e di misericordia da parte della Chiesa, che non chiude le porte in faccia a nessuno, perché Dio non lo fa, nella costante ricerca di forme sincere, oneste e leali di accoglienza, discernimento e integrazione di tutte le persone nella vita della Chiesa».

