Giovani uccisi,pressioni su teste accusa

1 Dicembre 2017

Fratello supertestimone avvicinato da padre presunto killer

(ANSA) - NUORO, 1 DIC - Clima pesante nell'aula della Corte d'assise di Nuoro per pressioni sui testi dell'accusa nel processo a carico di Alberto Cubeddu, il 21enne di Ozieri accusato degli omicidi di Gianluca Monni, studente di 19 anni di Orune, e Stefano Masala, 29 anni di Nule. La conferma è arrivata dalla deposizione di Michele Taras, fratello di Alessandro, il supertestimone che in sede di incidente probatorio ha raccontato di aver visto Cubeddu bruciare l'auto di Masala utilizzata per uccidere Monni. Alla domanda dell'avvocato di parte civile se conosceva Roberto Pinna, padre di Paolo Enrico, il cugino di Cubeddu già condannato a 20 anni per il duplice delitto, ha risposto di averlo conosciuto solo due ore prima, fuori dal tribunale. E pur non parlando mai di intimidazione, ha raccontato ai giudici di essere stato avvicinato dall'uomo, il quale con tono perentorio ha intimato: "Dovete dire la verità, tanto poi ci sono le intercettazioni".