Il Natale difficile di chi non ha diritti

24 Dicembre 2017

L'immagine di coloro che dormono per terra abbandonati nella stazione diventa simbolo di una solidarietà che non dev'essere mai di nicchia

Povertà, una parola che spaventa tutti ma che continua purtroppo a lasciare indifferenti molti di noi. L'altra sera tornando a casa ho notato decine di persone dormire per terra, all'esterno della stazione di Pescara, con temperature terribilmente basse. Non vorrei scadere nella retorica, ma mi preme ricordare che quella gente dovrebbe avere gli stessi diritti di tutti gli altri e non dovrebbe essere abbandonata così, come birilli. Italiani, abruzzesi, stranieri: eccoli, in una improvvisata fila indiana della disperazione, nel tentativo di superare un'altra notte difficile in attesa che la loro vita possa far registrare un miracolo. A tutti coloro che cercano di individuare l'immagine simbolo del Santo Natale, io proporrei quella foto. Un flash che è un pugno nello stomaco e che ci deve indurre a fare qualcosa. Nessuno escluso perché la solidarietà non è di nicchia.
Gli ultimi dati Istat parlano di una ripresa (o ripresina) economica i cui benefici però non vengono percepiti dalla popolazione. Quei numeretti, fatti di percentuali in rialzo, il più delle volte suonano come una beffa per la stragrande maggioranza degli italiani. Le famiglie in difficoltà aumentano e non si intravede la fine del tunnel, l'ho già scritto qualche giorno fa ma è bene ripeterlo per mantenere accesi i riflettori su una questione che ritengo fondamentale. Il 2018 sarà l'anno delle elezioni e, una volta (speriamo) che sarà formato il nuovo governo dovremo affrontare il tema del rilancio dell'economia con decisione e tentare di abbattere il tasso di povertà. Ma sul serio, non solo a parole. In tanti sono ad aspettare un segnale concreto di speranza, non basta scoprirsi buoni a Natale, fare un gesto di bontà e via. La politica ha un compito importantissimo nel prossimo anno: ridare dignità al Paese. E recupereremo dignità soprattutto togliendo quei nostri fratelli dalla strada. Se la politica non capisce che deve tornare tra la gente e non restare chiusa nel suo mondo, fatto anche di troppi privilegi, sarà dura invertire la tendenza. Buon Natale a tutti.