Il Papa al patriarca copto: «Ci unisce il sangue dei nostri martiri»

28 Aprile 2017

Francesco ha incontrato e abbracciato Tawadros II, che ha espresso l'apprezzamento di cattolici e ortodossi al suo ruolo di portatore di pace

IL CAIRO. «Non possiamo più pensare di andare avanti ciascuno per la sua strada, perché tradiremmo la volontà» di Cristo. Così papa Francesco nel suo discorso durante la visita al Cairo al patriarca copto ortodosso Tawadros II. «La vostra visita di oggi è un nuovo passo sulla via dell'amore e della fraternità tra i popoli. Voi siete uno dei simboli della pace in un mondo tormentato dai conflitti e dalle guerre. Un mondo che anela e desidera ardentemente sforzi sinceri per diffondere la pace e l'amore, e per contrastare la violenza e l'estremismo. Benvenuto Santità nella terra del nostro amato Egitto che troppo spesso paga con sangue innocente, offrendo il suo fiore più bello che sono i nostri giovani, affinché l'Egitto rimanga sempre terra di pace per tutti», ha detto ancora Tawadros II. «Santità papa Francesco - ha aggiunto -, vorremmo ancora esprimere il nostro apprezzamento per la Vostra amata persona, per il Vostro ruolo sulla scena mondiale, che è diventato evidente sin dall'inizio del Vostro mandato già dalla scelta del nome di San Francesco d'Assisi».

«Non ci è più possibile nasconderci dietro i pretesti di divergenze interpretative e nemmeno dietro secoli di storia e di tradizioni che ci hanno reso estranei», ha detto invece Papa Francesco a proposito della divisione dei cristiani. «Non c'è tempo da perdere al riguardo!», ha aggiunto citando quanto disse papa Giovanni Paolo II proprio in Egitto, durante il suo pellegrinaggio giubilare del febbraio 2000. Francesco ha quindi esortato ad «affrettare il giorno tanto desiderato in cui saremo in piena e visibile comunione all'altare del Signore». Il Papa ha ricordato il fatto che quest'anno la Chiesa cattolica e le Chiese orientali hanno festeggiato la Pasqua nello stesso giorno. E chiamandolo più volte «fratello» ha rievocato la visita fattagli in Vaticano da Tawadros il 10 maggio 2013, «una data che è felicemente diventata l'occasione per celebrare ogni anno la Giornata di amicizia copto-cattolica. «Copti ortodossi e cattolici - ha detto ancora Francesco -, possiamo sempre più parlare insieme la lingua comune della carità; prima di intraprendere una iniziativa di bene, sarebbe bello chiederci se possiamo farla con i nostri fratelli e sorelle che condividono la fede in Gesù». «Così - ha aggiunto -, edificando la comunione nella concretezza quotidiana della testimonianza vissuta, lo Spirito non mancherà di aprire vie provvidenziali e impensate di unità».

Il Papa ha anche invitato a pregare «perché tanti sacrifici aprano la via a un avvenire di comunione piena tra noi e di pace per tutti». «Quanti martiri in questa terra - ha sottolineato -, fin dai primi secoli del Cristianesimo, hanno vissuto la fede eroicamente e fino in fondo, versando il sangue piuttosto che rinnegare il Signore e cedere alle lusinghe del male o anche solo alla tentazione di rispondere con il male al male».