In Abruzzo si vive di più Record longevità a Pescara

I dati di Osservasalute: in Campania aumenta del 28% la mortalità per tumori Ricciardi (Iss): «Serve subito un nuovo Piano Marshall per il Meridione»
PESCARA. È Pescara la provincia abruzzese dove si vive più a lungo. Con una media di 83,191 anni, Pescara è in cima alla classifica regionale del Rapporto Osservasalute 2017, dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, istituito in seno all’Università Cattolica di Roma. A seguire Pescara ci sono Teramo (83,102 anni), L’Aquila (82,849) e Chieti (82,781).
Sempre a livello regionale emerge che sono le donne ad avere una speranza di vita più elevate, e tra queste, quelle che hanno un alto livello di istruzione (laurea).
IN ITALIA. Il rapporto è stato stilato in base alle osservazioni raccolte da 197 ricercatori sull’intero territorio nazionale.
In Italia, l’aspettativa di vita media alla nascita è di 82,751 anni, ma con profonde diseguaglianze in base ai territori.
IL RECORD NEGATIVO. Se l’Abruzzo e la Puglia, e quasi tutte le regioni del Nord, sperimentano un’aspettativa di vita al di sopra della media nazionale, gli indicatori mostrano divari persistenti, in Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna, Molise, Basilicata, Lazio, Valle d’Aosta e Piemonte, che restano costantemente al di sotto della media nazionale. Scendendo nel dettaglio territoriale, il dato sulla sopravvivenza mette in luce l’enorme svantaggio delle province di Caserta e Napoli che hanno una speranza di vita di oltre 2 anni inferiore a quella nazionale, seguite da Caltanissetta e Siracusa che palesano uno svantaggio di sopravvivenza di 1,6 e 1,4 anni rispettivamente.
DOVE SI VIVE DI PIÙ. La Provincia dove si vive di più è quella di Firenze, con 84,1 anni di aspettativa di vita, (1,3 anni in più rispetto alla a media nazionale), seguita da Monza e Treviso con poco più di un anno .
LE MALATTIE. L’Italia, nel suo complesso, sottolinea l’Osservatorio, è uno dei paesi più longevi al mondo, ma non sempre a una lunga aspettativa di vita si accompagnano buone condizioni di salute. Un dato molto evidente soprattutto al Sud, perché de da un lato in Italia si muore meno per tumori e malattie croniche, nel Mezzogiorno il tasso di mortalità per queste patologie è superiore dal 5 al 28%.
NUOVO PIANO MARSHALL. La Campania è la Regione con i dati peggiori. A emergere è dunque, innanzitutto, un divario Nord-Sud «divenuto ormai insopportabile e contrario alla nostra stessa Costituzione, a tutela della salute di tutti i cittadini», ha affermato il direttore dell’Osservatorio e presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Walter Ricciardi, che per questo lancia un appello al futuro governo perché si pensi a «una sorta di Piano Marshall per il Sud». L’aspettativa di vita nel Paese, ha sottolineato, «è diseguale e nel Mezzogiorno si vive in media fino a 4 anni in meno». Ed i dati sono chiari: in Campania, ad esempio, si registra un +28% di mortalità per tumori e malattie croniche rispetto alla media nazionale del 2,3%, in Sicilia la mortalità è del +10%, in Sardegna è del +7% ed in Calabria è del +4,7%. Laddove invece la prevenzione funziona, e cioè principalmente al Nord, la salute degli italiani, avverte il Rapporto, «è più al sicuro».

