Paziente Lugo non fu uccisa da potassio

Motivazioni infermiera assolta, verosimile scompenso glicemico
(ANSA) - RAVENNA, 2 SET - I tempi della morte della paziente non sono compatibili con la somministrazione di una dose letale di potassio: l'avrebbe uccisa molto più rapidamente. La causa del decesso può essere inquadrata in un "verosimile scompenso glicemico". Sono alcune argomentazioni con cui la Corte d'Assise d'Appello ha motivato assoluzione e scarcerazione a luglio di Daniela Poggiali, 44enne ex infermiera dell'ospedale di Lugo (Ravenna) condannata in primo grado all'ergastolo per l'omicidio della paziente 78enne Rosa Calderoni, morta l'8 aprile del 2014 a poche ore dal ricovero. Nelle 70 pagine il giudice estensore ha inquadrato la decisione sui risultati della perizia disposta in appello sulla base dei motivi portati dal nuovo difensore dell'imputata, Lorenzo Valgimigli. Per quanto riguarda le statistiche sui decessi di cui fu pure sospettata la Poggiali, il giudice riporta una relazione Ausl. "Nei primi tre mesi del 2012, 2013 e 2014 non emersero significative differenze in termini di mortalità fra un reparto e l'altro".