Ricostruzione, soppressi gli otto uffici territoriali
Maxi-emendamento del governo smantella le strutture che accentra nell’Usrc Protesta di Nusca (ex coordinatore dei sindaci): «Comuni espropriati»
L’AQUILA. Dal primo maggio 2018, festa dei lavoratori, sono soppressi gli otto Uffici territoriali per la ricostruzione costituiti dai comuni nel 2012. Si tratta di Barete, Montorio al Vomano, Castel del Monte, Bussi sul Tirino, Caporciano, Goriano Sicoli, Barisciano e Rocca di Mezzo. Soppresso anche il comitato di area omogenea. Tutte le competenze affidate agli Uffici territoriali sono trasferite all’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere.
La mannaia del governo sta per abbattersi sugli uffici periferici, secondo quanto contenuto nel maxiemendamento (sul quale è stata posta la questione di fiducia) che passerà oggi al Senato. «I dipendenti», recita il maxiemendamento, «continueranno a svolgere le attività di competenza dei soppressi Utr sotto la direzione e il coordinamento esclusivi del titolare speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere (Paolo Esposito, ndr), che con propria determina provvederà anche alla sistemazione logistica del personale. Il personale in servizio, alla data del 1º maggio 2018 negli Uffici territoriali per la ricostruzione, assunto a tempo determinato dai comuni, è trasferito agli stessi comuni fino a scadenza dei contratti in essere. Nelle more della soppressione degli Utr, il titolare dell’Ufficio speciale, adotta, esercitando il potere di coordinamento, tutti i provvedimenti organizzativi e gestionali necessari al fine di garantire lo svolgimento delle attività di competenza degli Utr e gestire con gradualità il processo di soppressione. L’Ufficio speciale per la ricostruzione può, tramite convenzioni con comuni, aprire sportelli in una o più sedi degli Uffici territoriali soppressi, cui affidare in tutto o in parte i compiti già di competenza degli Utr».
La decisione, scaturita dopo un vertice a Roma, alla presenza del sottosegretario Paola De Micheli, nel quale erano state evidenziate alcune problematiche nel funzionamento di questi uffici (si era parlato, tra l’altro, di velocità e numeri diversi nel disbrigo delle pratiche e disparità di trattamento da zona a zona), è destinata a far discutere. Contrario alla decisione Emilio Nusca, già coordinatore delle aree omogenee. «Un fatto gravissimo, avallato dagli stessi ideatori di questa governance. Un oltraggio ai territori e ai sindaci, mentre la politica non ha fatto nulla per impedirlo. È come se, dopo l’eliminazione dai Mondiali, invece dei vertici federali e del ct venissero cacciati i calciatori. Gli Utr», prosegue Nusca, «erano un punto di riferimento per cittadini e professionisti. Per i territori è una grande sconfitta. Sono state tolte dalle mani dei sindaci le scelte decisionali. È stato cancellato il tavolo di coordinamento dei sindaci, vero centro propulsore degli indirizzi da dare all’Usrc e al governo. E i veri responsabili del problema non sono stati toccati».
Nusca, che attualmente non ricopre incarichi, ne ha per tutti. «Io non ho vincoli di alcun tipo e ho mani libere per parlarne. Chi gestirà i soldi della ricostruzione? Chi darà gli indirizzi al governo? Infine, l’ufficio di Fossa, con 120 persone dentro una stanza, rischia di ingolfarsi in quanto vi affluiranno anche tutti i Comuni fuori cratere. Una cosa assurda».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

