Roma, approvati i collegi del Senato: passano da 150 a 112

La Commissione Affari costituzionali ha approvato l'emendamento di Alan Ferrari che diminuisce i collegi sopranumerari. Fiano: «In aula domani un testo razionale»
ROMA. La Commissione Affari costituzionali della Camera ha approvato un emendamento del Pd Alan Ferrari che diminuisce i collegi del Senato da 150 a 112, analogamente a quanto avvenuto per la Camera, per affrontare il problema dei collegi sopranumerari. Hanno votato in favore i quattro partiti che sostengono la legge, e contro gli altri. L'emendamento perimetra anche i collegi, rendendo quindi possibile elezioni anticipate.
L'emendamento di Ferrari riprende i 225 collegi usati per il Senato con il Mattarellum tra il 1994 e il 2001 (e inseriti in questa legge come collegi per la Camera), e li accorpa a coppie dimezzandone il numero. I partiti piccoli contrari alla legge hanno criticato proprio la definizione dei collegi nella legge, anziché affidare a una commissione tecnica del governo il compito di ridisegnarli sulla base dei più recenti dati demografici. Inoltre Alfredo D'Attorre (Mdp) ha criticato il fatto che, essendo i collegi del 1993 dispari all'interno di diverse circoscrizioni, il loro accorpamento ha prodotto delle disomogeneità. «Ci sono alcuni nuovi collegi - ha detto - che sono composti da due vecchi collegi; alcuni composti da tre vecchi collegi; e alcuni formati da uno solo dei vecchi collegi». Domenico Menorello ha sottolineato che in Veneto 2, ci sarà un collegio del Senato che coinciderà con quello della Camera. La maggioranza ha replicato sottolineando che l'emendamento prevede una delega al governo per la perimetrazione dei collegi, e che la loro definizione diretta nella legge è una norma di salvaguardia, in caso di elezioni anticipate prima che il governo abbia attuato la delega. Questa è di ben 12 mesi: «ma nulla impedisce - ha detto Francesco Sanna (Pd) - che il governo impieghi 12 giorni». Il relatore, Emanuele Fiano, si è comunque impegnato a fare delle verifiche per portare in aula una proposta che superi alcune incongruenze.
«Domani porteremo in aula un testo buono, coerente e razionale», ha detto il relatore alla legge elettorale Emanuele Fiano, conversando con i giornalisti in una pausa dei lavori della Commissione Affari costituzionali. «Siamo in dirittura d'arrivo - ha detto Fiano - il lavoro è stato portato sostanzialmente a termine con l'approvazione del mio maxi-emendamento che contiene il corpo della legge elettorale». Nel pomeriggio restano da votare alcuni emendamenti sulle esenzioni per la raccolta delle firme a sostegno delle liste. «Il fatto politicamente più rilevante», ha poi aggiunto Fiano «è che la legge elettorale sia approvata da una maggioranza larga che rappresenta l'80% delle forze politiche. E questo è anche un elemento pacificante: si fa una legge non nell'interesse di qualcuno».

