Ucraina suicida,nessun agente condannato

4 Giugno 2018

Per sette il fatto non sussiste. Per due non luogo a procedere

(ANSA) - TRIESTE, 4 GIU - Nessun condannato tra i nove poliziotti imputati nel caso di Alina Bonar Diachuk, la donna di 32 anni, di origine ucraina, morta suicida nell'aprile 2012 in una 'sala controllo' nel commissariato di polizia di Opicina (Trieste) mentre era in attesa di essere rimpatriata. Lo ha deciso il giudice del Tribunale di Trieste Giorgio Nicoli, che con il rito abbreviato ha stabilito che il fatto non sussiste; per altri due - che sarebbero eventualmente stati giudicati con il rito abbreviato - è stato deciso il "non luogo a procedere".

L'accusa aveva ipotizzato per tre agenti il reato di omessa consegna e di omicidio colposo in quanto la donna era sotto sorveglianza. Ad altri sei poliziotti, alcuni di grado più elevato, era stato invece contestato il reato di sequestro di persona, in quanto la donna era trattenuta, in attesa di essere rimpatriata, non in un Cie, ma in una struttura non deputata a quello scopo.