È morto l'imprenditore Giuseppe Soffiantini

12 Marzo 2018

Nel 1997 venne sequestrato per 237 giorni. In un tentativo di liberazione in Abruzzo, sull'A14, venne ucciso l'agente Donatoni

BRESCIA. È morto l'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini. Aveva compiuto 83 anni lo scorso sei marzo. Soffiantini nel 1997 fu vittima di un sequestro e rimase nelle mani di rapitori 237 giorni, dal 17 giugno, quando venne prelevato dalla sua abitazione di Manerbio, fino al 9 febbraio 1998 quando venne liberato ad Inpruneta, in provincia di Firenze dopo il pagamento di un riscatto di cinque miliardi di lire.

«Donatoni fu ucciso dai banditi»

Il 17 giugno del 1997 i sequestratori entrano in azione dopo l’ora di cena e legano la moglie, Adele Mosconi, chiudendola in una locale interrato, ma prima di fuggire le dicono: «Non ti preoccupare, te lo faremo ritrovare». La donna solo dopo diverse ore riuscirà a dare l’allarme. I rapitori si fanno vivi il 19 giugno con una richiesta di 20 miliardi di riscatto. I familiari diffondono un appello: «Nostro padre è malato, ha bisogno di cure». Gli inquirenti seguono la pista di una banda di sequestratori sardi e il 21 giugno il ritrovamento di una Fiat Croma rubata, e utilizzata per il sequestro, fa sperare la famiglia. Ma le indagini per alcune settimane non portano a nulla. Il 19 ottobre viene arrestato uno dei componenti della banda, Agostino Mastio, che decide di collaborare e sarà lui stesso a consegnare il giorno seguente ai Nocs Mario Moro, considerato il capobanda che resta gravemente ferito nella cattura, e due suoi complici. Il 19 novembre arriva ai familiari di Soffiantini una lettera con un ultimatum di 20 giorni per pagare e un lembo di orecchio sinistro. La famiglia sembra cedere, Carlo Soffiantini, figlio di Giuseppe, lancia diversi appelli ai rapitori per trattare.Il 5 febbraio Roberto Spanò, Giudice per le indagini preliminari di Brescia, autorizza il pagamento di 5 miliardi, per permettere l’ individuazione e la cattura dei rapitori. Il 9 febbraio, alle nove di sera, dopo 237 giorni di prigionia, Giuseppe Soffiantini telefona alla moglie da Impruneta, vicino a Firenze: «Sono libero, venitemi a prendere». Il 22 febbraio 2002 è la Cassazione a rendere definitiva la condanna a 25 anni di reclusione per Osvaldo Broccoli e Giorgio Sergio, e quella all’ergastolo per Attilio Cubeddu (latitante). In carcere ance Giovanni Farina, inizialmente accusato della morte di Donatoni ma poi assolto.