È morto l'imprenditore Giuseppe Soffiantini

Nel 1997 venne sequestrato per 237 giorni. In un tentativo di liberazione in Abruzzo, sull'A14, venne ucciso l'agente Donatoni
BRESCIA. È morto l'imprenditore bresciano Giuseppe Soffiantini. Aveva compiuto 83 anni lo scorso sei marzo. Soffiantini nel 1997 fu vittima di un sequestro e rimase nelle mani di rapitori 237 giorni, dal 17 giugno, quando venne prelevato dalla sua abitazione di Manerbio, fino al 9 febbraio 1998 quando venne liberato ad Inpruneta, in provincia di Firenze dopo il pagamento di un riscatto di cinque miliardi di lire.
Il 17 giugno del 1997 i sequestratori entrano in azione dopo l’ora di cena e legano la moglie, Adele Mosconi, chiudendola in una locale interrato, ma prima di fuggire le dicono: «Non ti preoccupare, te lo faremo ritrovare». La donna solo dopo diverse ore riuscirà a dare l’allarme. I rapitori si fanno vivi il 19 giugno con una richiesta di 20 miliardi di riscatto. I familiari diffondono un appello: «Nostro padre è malato, ha bisogno di cure». Gli inquirenti seguono la pista di una banda di sequestratori sardi e il 21 giugno il ritrovamento di una Fiat Croma rubata, e utilizzata per il sequestro, fa sperare la famiglia. Ma le indagini per alcune settimane non portano a nulla. Il 19 ottobre viene arrestato uno dei componenti della banda, Agostino Mastio, che decide di collaborare e sarà lui stesso a consegnare il giorno seguente ai Nocs Mario Moro, considerato il capobanda che resta gravemente ferito nella cattura, e due suoi complici. Il 19 novembre arriva ai familiari di Soffiantini una lettera con un ultimatum di 20 giorni per pagare e un lembo di orecchio sinistro. La famiglia sembra cedere, Carlo Soffiantini, figlio di Giuseppe, lancia diversi appelli ai rapitori per trattare.Il 5 febbraio Roberto Spanò, Giudice per le indagini preliminari di Brescia, autorizza il pagamento di 5 miliardi, per permettere l’ individuazione e la cattura dei rapitori. Il 9 febbraio, alle nove di sera, dopo 237 giorni di prigionia, Giuseppe Soffiantini telefona alla moglie da Impruneta, vicino a Firenze: «Sono libero, venitemi a prendere». Il 22 febbraio 2002 è la Cassazione a rendere definitiva la condanna a 25 anni di reclusione per Osvaldo Broccoli e Giorgio Sergio, e quella all’ergastolo per Attilio Cubeddu (latitante). In carcere ance Giovanni Farina, inizialmente accusato della morte di Donatoni ma poi assolto.