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1 OTTOBRE

Oggi, ma nel 1980, a Milano, in via Monte Nevoso, in un appartamento al civico numero 8, covo di Lauro Azzolini, Antonio Savino, Nadia Mantovani e Franco Bonisoli, esponenti di spicco delle Brigate rosse, i militari del reparto speciale antiterrorismo dei carabinieri, diretto dal generale Carlo Alberto dalla Chiesa, ritrovavano 49 pagine dattiloscritte di quello che passerà alla storia come Memoriale Moro.

Era stato compilato dal presidente della Democrazia cristiana Aldo Moro durante i 55 giorni di prigionia, a partire dal rapimento opera da parte dell'organizzazione con la stella a cinque punte, avvenuto in via Mario Fani, a Roma, del 16 marzo di quel 1978. Nel controverso blitz delle forze dell’ordine, eseguito dal capitano Roberto Arlati con la supervisione dei colonnelli dei carabinieri Nicolò Bozzò e Umberto Bonaventura, venivano arrestati anche i brigatisti già menzionati.

La restante parte della trascrizione degli interrogatori dello statista di Maglie, ovvero 229 pagine fotocopiate, verrà rinvenuta dagli agenti di Polizia, coordinati dal capo della Digos Achille Serra, alla presenza del sostituto procuratore della Repubblica Ferdinando Pomarici, sempre nello stesso alloggio usato come archivio dai brigatisti, il 9 ottobre 1990, durante il lavoro di ristrutturazione (nella foto, particolare, il muratore intento a mostrare il vano segreto contenente, oltre al testo, anche armi incartate in fogli di giornale datati 1978 e 60 milioni di lire in banconote in uso sempre nel 1978).

Il contenuto del Memoriale della Repubblica -come lo chiamerà Miguel Gotor, nel volume omonimo che uscirà per i tipi della casa editrice torinese Einaudi, nel 2011- sarà fondamentale per far luce su controverse questioni riguardanti sia l'uccisione del notabile della Balena bianca, avvenuta il 9 maggio di quel 1978, che lo scenario politico del tempo. Sulla vicenda verrà detto e scritto tutto ed il suo contrario. Particolarmente sul mancato recupero della seconda parte di documentazione, celata nel tramezzo, già nella prima ispezione, quella dell’1 ottobre 1978, da parte di esperti dell’Arma, in una base che tutto sommato non era di grandi dimensioni, né dotata di particolari nascondigli.

La farraginosa questione verrà ricostruita, da ultimo, da Vittorio Coco, nelle pagine 148-157 del saggio intitolato “Il generale Dalla Chiesa, il terrorismo, la mafia”, che verrà pubblicato da Laterza, di Roma-Bari, nel 2022