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12 agosto

12 Agosto 2026

Oggi, ma nel 1987, a Cairo Montenotte, in provincia di Savona, in via dei Portici, Anna Maria “Gigliola” Guerinoni, la “Mantide della Val Bormida”, di 42 anni, gallerista d’arte, assassinava, a martellate, per interesse economico e dissapori relazionali, l’amante Cesare Brin, di 55, farmacista e consigliere comunale, e i resti del corpo senza vita verranno recuperati, carbonizzati, il 19 agosto nella discarica di Monte Ciuto. Il tortuoso iter processuale si concluderà, il 17 dicembre 1991, dopo il passaggio in Corte di cassazione, con la condanna definitiva a 26 anni di reclusione per la Guerinoni (nella foto, particolare, proprio durante un’udienza del processo di primo grado). E 15 per Ettore Geri, classe 1918, ex contabile, politicamente legato al Movimento sociale italiano, padre di Soraya Geri nata dalla relazione con la Guerinoni.

Gigliola uscirà dal carcere, il 12 marzo 2014, a 69 anni, dopo aver scontato 23 anni in cella e soprattutto dopo aver continuato anche dietro le sbarre a collezionare mariti, come Luigi Sacripanti, collaboratore di giustizia. La controversa vicenda, che desterà enorme clamore mediatico nel Belpaese, verrà ricostruita per la prima volta nel volume del giornalista Claudio Sabelli Fioretti, intitolato “Gigliola Guerinoni. Una storia di provincia”, che sarà pubblicato dalla casa editrice Le Mani, di Recco, nel 1993. La trasposizione cinematografica del fatto di sangue, che avrebbe dovuto annoverare l’attrice Monica Guerritore nel ruolo della Guerinoni, verrà stoppata il 6 novembre 1989 per l’opposizione degli avvocati della “Mantide”.